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EDITORIALE

Un governo all'altezza della sfida del Recovery

di ALFREDO ALESSANDRINI -

24 gennaio 2021, 09:59

Un governo all'altezza della sfida del Recovery

La crisi di Governo, anche se non formalmente aperta, nei fatti è già avvenuta e la soluzione non può stare, come indicato recentemente da tutti i commentatori, nella maggioranza relativa raggiunta pochi giorni fa al Senato. Infatti, oltre al funzionamento delle commissioni parlamentari, anche la gestione dell’aula di Palazzo Madama diventa problematica. È ovvio che con le sfide che ha il nostro Paese occorre rafforzare la maggioranza o passare ad un altro Governo, altrimenti le scelte strategiche indispensabili al rilancio del Paese, dopo una ripresa faticosa,  non potranno  avvenire.
Occorre continuare ad insistere sul fatto che l’occasione delle risorse del Next Generation Eu sono uniche ed irripetibili. E un fallimento nelle proposte del Governo ed ancor di più nell’avanzamento dei progetti, che sta alla base dell’erogazione dei fondi, porterebbe il Paese in una situazione non più di stagnazione ma di rischio reale di grave recessione senza prospettive di  recuperare i punti di PIL che abbiamo perso con la pandemia. Infatti l’Italia aveva già un  gap da recuperare rispetto ai dati del Pil pre-crisi del 2008.
Se aggiungiamo la perdita del Pil 2020 che Banca d’Italia stima pari al 9% con una crescita per il 2021 di solo il 3,5% e a questi dati aggiungiamo quanto ancora deve recuperare l’Italia rispetto al 2008, comprendiamo quanto sia rilevante lo sforzo da fare e come questo sforzo richieda un quadro politico forte. Quadro politico che non può venire dalle elezioni che in questo momento creerebbero un vuoto di mesi e quindi renderebbero ancora più fragili le già scarse prospettive di ripresa.

Non  entriamo minimamente nelle ipotesi di soluzione di questa crisi, anche perché avendo assistito al dibattito in Senato abbiamo compreso quanto lo sguardo fosse centrato sui problemi e sui ritorni delle singole forze politiche e non sulle drammatiche emergenze del Paese in termini sanitari ed economici.
Pertanto c’era da aspettarsi l’intervento di richiamo  del vice presidente della Commissione europea per  mettere a punto il Recovery Plan sotto l’aspetto della pianificazione dei tempi e della quantificazione dei costi e del valore aggiunto dei singoli progetti. Progetti, insistiamo, che devono essere inseriti in un quadro di politica economica che li coordini all’interno di un preciso piano strategico. È per questo che il vice presidente della Commissione europea dice che c’è ancora tanto lavoro da fare per un Paese, il nostro, che ha avuto la parte più importante dei finanziamenti europei; stesso richiamo viene dal commissario Paolo Gentiloni e dalla presidente della Commissione europea.
Banca d’Italia insiste sulle misure di politica di bilancio e di utilizzo dei fondi europei rivenienti dal Next Generation Ue,   come elementi per far ripartire l’economia nel prossimo triennio.

Una ripresa, specifica Banca d’Italia nelle sue Proiezioni macroeconomiche dell’economia italiana,  che dipende dalla reale definizione dei progetti presenti nel Recovery Plan e dalla capacità di realizzarli nei tempi previsti.
Le preoccupazioni sopra viste allo stato non trovano risposte nel quadro politico, ancor più frammentato e con difficoltà nella sua ricomposizione almeno ad  oggi.
E pensare che, come dicono i dati della Cgia di Mestre, l’incremento  dell’indice di produzione  manifatturiera italiana negli ultimi 18 anni è stato positivo  solo per i settori alimentari /bevande e  farmaceutico; per i restanti è stato negativo ed in alcuni casi fortemente negativo.

L’opportunità dei fondi del Next Generationi Eu è quindi fondamentale per fare uscire il Paese da questa lunga fase di modesta crescita e lanciarlo su un percorso di capacità competitiva e di ripresa della domanda interna.  Il calo dei consumi delle famiglie è stimato nel 2020 del 9% mentre correlativamente crescono i risparmi delle famiglie di oltre il 10%.
Questo dato testimonia la mancanza di fiducia delle famiglie nel futuro caratterizzata addirittura dal timore di una situazione di difficoltà prolungata.
I dati  economici sono impietosi ma sono questi. La Presidente della Commissione Europea afferma  che in questo momento gravissimo serve stabilità,  fondamentale per dare reali prospettive di un utilizzo  utile per lo sviluppo economico e sociale delle risorse Ue. Auguriamoci tutti che questi richiami abbiamo almeno una qualche utilità per una reale ripresa del nostro Paese.