Sei in Editoriale

EDITORIALE

Vaccino, arma che richiede più forze e più risorse

di Francesco Bandini -

26 gennaio 2021, 09:00

Vaccino, arma che richiede più forze e più risorse

Le nazioni più progredite del mondo sono state capaci, nell’arco di una manciata di mesi, di mettere a punto validi vaccini per neutralizzare il Covid. Non era mai successo, nella storia dell’umanità, che in così poco tempo venissero trovati rimedi così efficaci a piaghe così letali. Ora però il problema è che non si riescono a produrre vaccini in quantità sufficiente. Come dire che la potenza scientifica che i Paesi più sviluppati hanno saputo esprimere viene neutralizzata, o quantomeno enormemente rallentata, dalla drammatica inadeguatezza produttiva con cui dobbiamo fare i conti.

 La soluzione ora c'è, ma chi l’ha trovata non è abbastanza attrezzato per poterla garantire a tutti in tempi ragionevoli, mentre nel frattempo la gente continua a morire. Che fare per porre fine a questo paradosso che suona tanto come una tragica beffa? Due cose: dedicare più forze e più risorse alla produzione di vaccini.  
 

Dedicare più forze significa maggiore capacità produttiva: i pochi stabilimenti delle pochissime società che hanno creato i vaccini sono in grave difficoltà a far fronte alla domanda planetaria. Ma i siti in grado di produrre i vaccini sono tanti e non sono certo solo quelli delle società che li hanno brevettati: perché non definire accordi che consentano di operare conto terzi alle tante aziende che ne avrebbero la possibilità, moltiplicando così la capacità di far fronte alla richiesta di tutti i Paesi del mondo?

Dedicare più risorse significa, banalmente, impiegare tutti i soldi disponibili per l’acquisto dei vaccini. Le dosi costano, ma non hanno tutte lo stesso prezzo per tutti. Ci sono Stati che hanno accettato di pagarle di più, ma che sono anche decisamente più avanti di altri nella copertura vaccinale della propria popolazione: un esempio per tutti è Israele, che le proprie dosi le ha pagate care, ma che è in testa alla classifica delle nazioni con più vaccinati e che già a marzo sarà in grado di raggiungere la tanto agognata immunità di gregge.

Sarebbe bello e giusto che il vaccino fosse gratis per tutti, ma così non è, almeno per il momento. 

Quella contro il Covid è una guerra e in una guerra tutte le risorse disponibili vengono dirottate in un’unica direzione: quella dello sforzo bellico. Prima combattevamo questa guerra disarmati, ma ora l’arma ce l’abbiamo. È lì che vanno convogliate forze e risorse.

francesco.bandini@gazzettadiparma.it