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EDITORIALE

Il coraggio di Amanda a Capitol Hill

02 febbraio 2021, 08:55

Il coraggio di Amanda a Capitol Hill

Abbiamo bisogno di certezze: di un governo stabile, ad esempio. E del vaccino: presto e per tutti. Ma abbiamo bisogno anche di ispirazione. E di volti, di facce, di voci. E sì, anche di poesia. La sua, Amanda Gorman, anni 22, l'ha letta davanti al mondo. E a un presidente, Joe Biden, di cui un giorno (non c'è fretta: come data ha fissato il 2036...) vorrebbe seguire le orme. 
Le sono bastate poche parole, pronunciate con voce ferma, mentre le sue mani disegnavano nell'aria concetti e promesse: le sono bastati due minuti per diventare famosa come (e  più) di una star di Hollywood. E dire che per non passare inosservata Abbiamo bisogno di certezze: di un governo stabile, ad esempio. E del vaccino: presto e per tutti. Ma abbiamo bisogno anche di ispirazione. E di volti, di facce, di voci. E sì, anche di poesia. La sua, Amanda Gorman, anni 22, l'ha letta davanti al mondo. 
E a un presidente, Joe Biden, di cui un giorno (non c'è fretta: come data ha fissato il 2036...) vorrebbe seguire le orme. Le sono bastate poche parole, pronunciate con voce ferma, mentre le sue mani disegnavano nell'aria concetti e promesse: le sono bastati due minuti per diventare famosa come (e di più) di una star di Hollywood. E dire che per non passare inosservata, il giorno del giuramento del nuovo presidente americano, le sarebbe stato sufficiente il suo cappotto giallo: ma la poetessa-ragazzina, laureata ad Harvard, ha portato su quel palco, in un'America ancora scossa, offesa e umiliata dai disordini a Capitol Hill, redenzione, fede,  coraggio. «Ricostruiremo, ci riconcilieremo e ci riprenderemo», ha detto: non parlava con nessuno in particolare; semplicemente si rivolgeva a tutti noi, nessuno escluso. Noi «che anche nel lutto, possiamo crescere. Che nel dolore, possiamo trovare speranza. Che nella stanchezza, avremo la consapevolezza di averci provato». E' stata lei, una  giovane donna,  afroamericana, figlia di madre single – tre ragioni per cui, non solo negli Usa, abitualmente parti in seconda o terza fila – a guadagnare prepotentemente la scena scovando, senza venire meno al sorriso, le parole giuste, quelle che, in questi tempi confusi e paurosi, molti avevano bisogno di sentire.
Un'apparizione, quella della Gorman, che l'ha resa  immediatamente  un fenomeno mondiale, quasi più delle richiestissime muffole di Bernie Sanders e del suo  meme: due giorni dopo l'insediamento di Biden i libri della poetessa figuravano già al primo e secondo posto nella classifica dei best seller di Amazon. «Piccolo» particolare: entrambi non usciranno prima di settembre.  Dopo di che, invitata ovunque in tv negli Usa, mentre il suo cerchietto XXL di satin rosso fiamma andava completamente sold out, anche la moda si è accorta di lei: e una delle più importanti agenzie l'ha messa sotto contratto. Non è finita: Amanda è stata addirittura invitata al Super Bowl, l'evento sportivo più  importante dell'anno negli Usa. La finalissima del campionato di football americano (che si terrà domenica prossima) dove di solito si esibiscono le rockstar apre le porte a una ragazzina magra di professione poetessa. Lo prendo come un buon segno, certo che abbia ragione lei: «L'alba è nostra... ci sarà sempre luce». 
Oltre cento anni fa, le operaie di Lawrence, Massachussetts, chiesero a gran voce «il pane ma anche le rose». Da allora molte cose sono cambiate, per lo più in meglio. Eppure il cammino sembra ancora lungo, le divisioni profonde, l'armonia lontana. Ha ragione Amanda: c'è una collina da scalare. Serve solo il coraggio di farlo.
Filiberto Molossi
filiberto.molossi@gazzettadiparma.it