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EDITORIALE

Vivere a colori ora si può: facciamolo

di Katia Golini -

02 febbraio 2021, 08:51

Vivere a colori ora si può: facciamolo

Vite grigie le nostre, in questi mesi di lockdown della cultura. Vite prive dei colori dell'arte, delle emozioni della musica, delle suggestioni del teatro e del cinema. Ora finalmente qualcosa si muove. Adagio adagio,  ma la cultura riparte, seppur monca di una parte importante. E' una boccata di ossigeno salvifico, la riapertura di musei e mostre. Un'occasione che tocca a noi cogliere al balzo. 
Senza andare lontano e tanto per cominciare, riprendiamoci casa nostra. Le opportunità non mancano, anche se  soltanto nei giorni feriali. Rimaniamo in città o nei dintorni, ma rendiamo omaggio al bello che ci circonda. 
Durante una passeggiata in centro, sarà entusismante progettare un saluto alla Schiava turca in Galleria Nazionale o alla duchessa Maria Luigia al Glauco Lombardi. E poi, perché non fare tappa alla Pinacoteca Stuard per rinfrescarci la memoria  e buttare un occhio al quadro del Signor Pietro  «Il Lussemburgo» di De Pisis? Fantastico inoltre tornare all'Ape Parma Museo di via Farini per un tuffo nelle Avanguardie storiche dell'arte visitando la  bellissima mostra dedicata al gallerista Giuseppe Niccoli. Senza dimenticare, passando da piazza Duomo, un salto  in Cattedrale e in San Giovanni a riveder Correggio, pronti per entrare in Battistero - appena sarà possibile - a ritrovare i Mesi dell'Antelami. 
Facciamolo davvero. Diamo prova che  tanta bellezza ci è mancata in questi mesi di divieti. E dimostriamo con i fatti che aspettiamo con trepidazione di tornare anche a teatro, nelle sale concerti e al cinema. Perché non c'è web che tenga. Niente di virtuale, se si parla d'arte, è all'altezza del reale. 
Inoltre, si sa, la cultura è sicura. Ingressi contingentati, controlli della temperatura, uso obbligatorio della mascherina sono garantiti. Quindi, torniamo ad apprezzare i nostri tesori d'arte e storia e ad essere testimoni reali  delle nostre eccellenze. Nella speranza che questa timida ripartenza non sia solo un miraggio, ma l'inizio del ritorno all'agognata normalità.