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EDITORIALE

Il lavoro dei diplomatici nei Paesi ad alto rischio

di Luigi Solari (ambasciatore) -

24 febbraio 2021, 08:40

Il lavoro  dei diplomatici nei Paesi ad alto rischio

E' opinione diffusa che i diplomatici, ed in particolare gli ambasciatori, vivano in ambienti ovattati, passino da un ricevimento all'altro e frequentino solo l'alta società locale. Non è così, specie nei Paesi disagiati e poveri, ove i capi missione e i rispettivi collaboratori svolgono la loro attività in contesti pericolosi, spesso caratterizzati da tensioni e rivoluzioni. 
E neppure è la prima volta che un fatto del genere accade nella storia della diplomazia italiana, se penso ad un altro collega che, proprio in Africa, venne freddato, qualche anno fa, a colpi di pistola, mentre si trovava al ristorante con la famiglia. E' quindi con sincera commozione e grande dolore, misti a sentimenti  di ammirazione, che lunedì  ho appreso dalla televisione la terribile notizia del delitto del giovane Luca Attanasio. Il mio pensiero è andato in primis alla moglie e alle tre figlie, molto impegnate a coadiuvare il defunto nelle sue attività umanitarie e assistenziali.
 L'uccisione dell'Ambasciatore d'Italia a Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo, mi ha profondamente rattristato, anzi lasciato sgomento. Ho subito esternato per telefono le più profonde condoglianze  all'ambasciatore Elisabetta Belloni,  Segretario generale del ministero degli Esteri, la funzionaria di più alto livello dopo il ministro Luigi Di Maio. Infatti alla fine degli anni '90 siamo stati insieme a Vienna presso la Rappresentanza permanente d'Italia presso le Organizzazioni Internazionali.
Io non conoscevo  Attanasio perché quando, nel 2003,  lui fu ammesso nella Carriera diplomatica dopo aver superato un difficile concorso, io ero da due anni Ambasciatore a Hanoi, nel lontano Vietnam. Poi, alla fine del 2004, sono andato in pensione. Comunque, avendo io esercitato, in passato importanti funzioni alla Direzione Generale del Personale, ero indirettamente a conoscenza delle elevate capacità professionali di Luca e delle sue grandi doti di solidarietà umana, del resto testimoniate dalla sua appartenenza alla Comunità di Sant'Egidio. Nato in provincia di Varese nel 1977, aveva servito in importanti sedi come Berna e Casablanca, ove si era distinto, insieme a sua moglie, per la sua collaborazione nell'assistenza non soltanto a favore dei connazionali meno abbienti ma anche dei poveri e degli emarginati locali.  Io non ho mai prestato servizio in un paese dell'Africa subsahariana, un contesto certamente molto difficile. A partire dal 2005 ho però ricoperto, da volontario, l'incarico di Consigliere Diplomatico dell'allora  Gran Maestro del Ordine di Malta, Fra' Matthew Festing, appartenente ad una famiglia cattolica inglese di antica nobiltà. Nel febbraio del 2010 lo accompagnai proprio in Congo a visitare alcuni ospedali e centri d'assistenza, realizzati a spese dell'Ordine, col sostegno dell'organizzazione umanitaria bavarese Malteser International e del World Food Programme.  Mi rammento che passammo proprio nei pressi del famigerato lago di Kivu, essendo continuamente accompagnati da una scorta armata della polizia locale, incaricata di sventare eventuali attacchi da parte dei terroristi Hutu.  Ricordo, in particolare, la Messa celebrata nei pressi di Ruhundu da un vescovo congolese, coadiuvato da alcuni sacerdoti italiani colà in missione, alla quale partecipò la popolazione locale, misera ma festante e sorridente. Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà, dice il Salmista. Riposi in pace.  

L'autore

Appartenente a una famiglia dell'aristocrazia marchigiana Luigi Solari, parmigiano per parte di madre, è nato a Roma il 1° novembre 1938. Ha trascorso l'infanzia, in tempo di guerra, nella villa del Bono a Porporano, a lungo occupata dai nazisti. Anni dopo è tornato Parma dove  si è laureato in giurisprudenza nel 1964 con una tesi in diritto costituzionale.  Entrato in diplomazia nel 1967 ha prestato servizio presso l'Ambasciata d'Italia a  Canberra in Australia, è stato Console a Le Havre in Francia, Consigliere Commerciale a Città del Messico, Vice Capo delegazione ai negoziati C.F.E. a Vienna alla fine degli anni '80, Console Generale d'Italia a Capodistria dal 1991 al 1993 e quindi, dopo la dissoluzione dell'ex Jugoslavia, primo Ambasciatore  d'Italia a Lubiana in Slovenia. Ha concluso la carriera come Ambasciatore d'Italia a Hanoi in Vietnam dal 2000 al 2004 dove ha vissuto durante il terribile periodo dell'epidemia di Sars, che costò la vita al dottor Carlo Urbani di Medici senza Frontiere, il quale aveva, per primo, individuato la malattia. E' in pensione dal 2004 col titolo  di Ambasciatore.