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Solo viaggi all'estero Il governo sotto accusa

di Vittorio Testa -

31 marzo 2021, 08:58

Solo viaggi all'estero Il governo sotto accusa

Dunque se la nostra destinazione è all’estero, possiamo attraversare tutto l’ampio spettro cromatico del Covid 19 e, maramao  anche alle zone rosse, prendere un aereo per le Canarie, e  fare un giro in tutto l’arcipelago che, meraviglie  del caso, è interdetto agli spagnoli.  Che gioia la sera arrivati a Palma de Majorca telefonare agli amici di Parma che volevano andare a Lerici o a Forte dei Marmi o all’Elba e invece, maramao, son dovuti rimanere a casa. Quale logica balzana avrà mai spinto il governo a prendere questa decisione che ha scatenato un’indignazione feroce? Perché non occorre essere Pagnoncelli per rilevare lo scontento generale. E la motivazione è semplice, basilare, riassunta nel classico interrogativo spesso accusato di invidia sociale, di vittimismo populista: perché loro all’estero sì e noi  in Italia no? 

Certo si tratta di uno spostamento di poche migliaia di persone. Ma questo non conta. In una società come la nostra, già di per sé in crisi, conta soltanto essere visti, l’esserci, diventare famosi, invidiati. La prova provata del successo la si ha solo quando abbiamo la certezza di essere qualcuno, di essere considerati “importanti” per dirla con un aggettivo frusto ma esatto. «Esse est percipi»: l’aforisma di Berkeley, adattato ai nostri tempi, è perfetto: se non sono percepito non esisto. Ignorando, anzi ancor più grave: non ignorando affatto gli appelli,  le suppliche e le proteste ad allentare il blocco, governo ha deciso per la linea dura. 

Vecchi signori si son beccati multe di 400 euro per aver bevuto il caffè nelle vicinanze del bar. Stessa multa a ciascuno di un gruppetto di pensionati abitudinari: costoro utilizzavano le sedie di un caffè e, con mascherine, distanti un metro e mezzo, passavano un’oretta in compagnia. Multa e chiusura del bar per cinque giorni.  Adesso questa paradossale decisione di privilegiare i viaggi all’estero provocherà danni enormi nel settore turistico, alberghi ristoranti. C’è chi quantifica la iattura in 3 milioni di mancati incassi.

Peraltro, per restare in tema in quella che potrebbe essere una rubrica assai affollata, e cioè cronache dei terribili misfatti ai tempi del Covid 19, un’intercettazione dei carabinieri siciliani riferisce di una conversazione di gravità enorme. 

Lei: «I deceduti vuole che glieli lascio o  glieli spalmo?». Lui: «Ma sono veri?». Risposta: «Sì, e che sono di tre giorni fa». Decisione: «E allora spalmiamo un po'…». Lui è l’assessore alla Sanità della Regione Sicilia, lei un caposettore. È con un linguaggio da imbalsamatori ornitologi che avrebbero pianificato l’imbroglio per evitare che la regione fosse dichiarata zona rossa. Evitavano di segnalare  il numero troppo alto di ricoverati, di esami con il tampone e di morti in una sola situazione che avrebbe fatto scattare il blocco. Spalmavano «perseguendo», scrive il giudice per le indagini preliminari che ha autorizzato gli arresti, «il loro piano politico criminoso». Ottimo esempio di una prassi ormai generale del magistrato  che dovrebbe parlare soltanto con i fatti,  e invece si imbelletta di aggettivi. E se la sua inchiesta si rivelasse sbagliata?
 VITTORIO TESTA