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1735-2021

La nuova «Gazzetta» tra modernità e tradizione

di Claudio Rinaldi -

07 aprile 2021, 08:54

La nuova «Gazzetta» tra modernità e tradizione

Il 19 aprile è il giorno del compleanno della «Gazzetta»: lo celebreremo varando una riforma grafica che non è esagerato definire epocale. L’avevamo promesso, facendo qualche anticipazione sui “lavori in corso” per la nuova «Gazzetta»: e oggi cominciamo a raccontarvi le novità che troverete nel nostro e vostro giornale. Sarà una «Gazzetta» più bella, più elegante, più ordinata, più ricca. Con il ritorno al carattere bodoniano, com’era doveroso in segno di rispetto per il nostro passato e di omaggio a un tipografo che da Parma ha fatto il giro del mondo con le sue celeberrime “creazioni”. Nella sua Stamperia Reale – in Pilotta, dove oggi c’è il liceo d’arte Toschi – ha stampato per 24 anni la «Gazzetta», dal 1772 al 1796.

Ma – questa è una promessa – sarà sempre la solita «Gazzetta», che punta a essere autorevole, vicina ai lettori, a raccontare il territorio e la sua comunità  attraverso le storie, i personaggi e, ovviamente, le notizie, i piccoli e i grandi eventi, tutto ciò che accade in città e provincia. Ma con un occhio sempre più attento a ciò che accade in Italia e nel mondo, per dare un’informazione completa ai lettori e in omaggio alla vocazione internazionale della nostra città.

Abbiamo scelto il 19 aprile per il debutto della riforma grafica perché il 19 aprile 1735 è la data alla quale si fa risalire, per convenzione, la nascita della «Gazzetta»: in realtà, è la data della più antica copia posseduta. L’indicazione «Num. 15» che compare sulla prima pagina (all’epoca non esisteva la testata «Gazzetta di Parma») dimostra che non è la prima copia. La fondazione potrebbe essere precedente di qualche anno, o anche di molti anni: nessuno storico è mai riuscito ad appurarlo.
In ogni caso, quasi tre secoli sono un bel pezzo di storia: e di questo andiamo orgogliosi, così come del primato di più antico quotidiano italiano (fatta salva una cordiale querelle con la «Gazzetta di Mantova»).

Sarà una riforma tra modernità e tradizione: perché il nostro futuro è saldamente ancorato alle radici. Da questo discende un rapporto straordinario con i nostri lettori. Al di là delle cifre – delle quali andiamo ovviamente molto fieri – che parlano di una quota di mercato superiore all’80 per cento (escludendo i quotidiani sportivi) e di un rapporto tra copie vendute e popolazione senza eguali, la vera forza della «Gazzetta» è rappresentata dal radicamento sul territorio, dal tasso di fedeltà dei lettori, dal numero da record di abbonati.

Ci siamo rivolti al “numero uno” della grafica dei quotidiani, Gianluigi Colin, quarant’anni di «Corriere» alle spalle. (Un pensiero grato e affettuoso va a Luciano Micconi, che se n’è andato il 5 febbraio, pochi giorni di compiere 99 anni: è un’ingiustizia che non vedrà la nuova «Gazzetta», visto che il merito dell’incontro è stato suo). Gli abbiamo chiesto eleganza, completezza, modernità. E Colin ha accettato con entusiasmo di firmare il progetto proprio grazie alla nostra gloriosa storia. Ha lavorato in stretto contatto con lo studio Qreactive di Parma. Insieme abbiamo costruito il nuovo giornale: il risultato – lo vedrete – è eccellente.

L’obiettivo comune è stato pensare che la riforma dovesse essere un regalo che facciamo ai nostri lettori, per offrire una «Gazzetta» più bella: forma e contenuto sono un tutt’uno, in questa operazione che va ben oltre il semplice restyling. Troverete nuovi contenuti, con i lettori protagonisti (a cominciare dalla pagina delle lettere), nuove rubriche, inserti più ricchi (quello culturale della domenica sarà di dodici pagine), le pagine di servizio (agenda, meteo, numeri utili, turni delle farmacie, programmi tv, lettere al giornale, opinioni e commenti) raggruppati, per la comodità del lettore.

Ci saranno tante novità, che anticiperemo giorno dopo giorno, in attesa del 19 aprile. E che troverete tutte illustrate in un bellissimo libro (La tua Gazzetta 1735-2021) che stiamo realizzando e che regaleremo a tutti i lettori nel giorno del varo della nuova «Gazzetta». Il libro racconterà la riforma grafica, ma anche il passato e il futuro del nostro e vostro giornale. Tante firme illustri hanno accettato l’invito a collaborare, con entusiasmo pari al nostro: da Franco Contorbia a Marina Corradi, da Simone Verde a Andrea De Pasquale, da Arturo Carlo Quintavalle a Vittorio Sgarbi a Flavio Campagna Kampah, oltre ai giornalisti della «Gazzetta» e a Giancarlo Gonizzi, che è il massimo esperto della storia del nostro giornale. Ci saranno i saluti del ministro della Cultura Dario Franceschini e dell’assessore alla Cultura Michele Guerra, dei presidenti dell’Unione industriali, Annalisa Sassi, e del Gruppo «Gazzetta di Parma» Giovanni Borri. E tre firme illustri ci racconteranno, intervistati da colleghi della «Gazzetta», dove va il giornalismo del futuro: parliamo di cronaca con Giangiacomo Schiavi, ex capocronista ed ex vicedirettore del «Corriere della Sera», di cultura con Antonio Troiano, responsabile della Terza pagina del «Corriere» e del supplemento «La Lettura», e di sport con Emanuela Audisio, inviata e editorialista di «Repubblica».

Tra modernità e tradizione, il nostro futuro di giornale di Parma e dei parmigiani.

 

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