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Mancano i vaccini ma anche la serietà

di Vittorio Testa -

12 aprile 2021, 08:47

Mancano  i vaccini ma anche  la serietà

Adulti e vaccinati? Proprio in tema di vaccinazioni potremmo constatare che  non pochi di noi hanno tenuto un comportamento poco serio e poco responsabile, come richiesto dall’accoppiata metaforica. Non pochi è un non conteggio ottimista, perché per esempio in Sicilia - dati forniti dal presidente della Regione, Nello Musumeci - ottanta persone su cento rifiutano di farsi iniettare l’AstraZeneca. È il vaccino che la Commissione europea ha sentenziato doversi dare a chi ha  sessant’anni e oltre. In un primo tempo l’imposizione riguardava la fascia d’età oltre gli ottanta. Ma la gestione, certo non semplice, delle informazioni, comunque deficitaria, ha causato un pateracchio. L’Ema, l'Agenzia europea per i medicinali, ritiene «plausibile il nesso tra trombosi e vaccino somministrato sotto i sessant’anni»? Allora «considerando i dati sulla letalità» lo si  usi per chi ha più di sessanta primavere. 

Nesso trombosi - vaccino - letalità. Termini che hanno il suono del rintocco funebre che ha provocato e continuerà a ingrossare la renitenza all’AstraZeneca. Nome peraltro che suona come un luogo di misteriosi incontri nell’antichità. Figurarsi quindi la reazione nella mitologica terra di Trinacria, dove il teatrino dei  Pupi provoca ancora emozione sempiterna nel racconto omerico della beffa di Ulisse al Ciclope i cui massi lanciati invano contro il Navigante nereggiano tutt’ora possenti e minacciosi, piantati nel mare di Acitrezza. Vaccino, letalità e ...trombosi risuonante nel giorno del Giudizio? Tiè. 

Inutile ricordare il computo rassicurante della storia del farmaco: 25 milioni di vaccinati, 8 decessi. Percorrere i 30 chilometri dell’autostrada Palermo Punta Raisi è più rischioso? Sarà, ma se dovessi essere io il numero 9? Ormai siano condannati a essere ignoranti per eccesso di dis-informazione, la valanga di notizie e commenti di tutti che sentenziano su tutto e il contrario di tutto ci ha come ridotti in uno stato di ebetudine incredula,  sopraffatti da migliaia di parole, capaci di farci cambiare idea più volte nel corso della giornata. Ma non è soltanto la Sicilia a stare sulle spine. E’ un po’ tutto il panorama a non essere ancora a posto.  I dati sono preoccupanti. Dobbiamo somministrare 84milioni e 300mila dosi per vaccinare il 70 per cento della popolazione entro fine settembre, come sollecitano da Bruxelles. Di questo passo si calcola che taglieremmo il traguardo nel gennaio del prossimo anno. Non sarebbe un dramma, ma nemmeno una cosa da niente. Intanto, anche sulla spinta indiretta arrivata con i toni garbati ma fermissimi del premier Draghi, le procure di mezza Italia hanno acceso i riflettori su tutta una serie di comportamenti irresponsabili: molta gente, l’italico esercito dei furbi, ha bellamente scavalcato la fila degli aventi diritto e si è fatta vaccinare anzitempo. Mario Draghi ha riversato tutto il suo  sdegno per questo comportamento «indegno di un Paese civile» e di «una gravità estrema: saltare avanti a chi ne ha diritto è compiere un’azione criminosa: è in ballo la vita delle persone», tuona pressoché ogni giorno il puntiglioso Presidente, dall’aria che incomincia a mostrare i segni della fatica: ogni tanto, scuote la testa in segno di incredulità. Forse non è un azzardo pensare che stia rimpiangendo i silenziosi e freddi uffici della Banca centrale europea. Dove premendo un tasto accadeva normalmente quello che a Palazzo Chigi è un miracolo. Efficienza e rapidità.

 VITTORIO TESTA