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EDITORIALE

PNRR: quanto costano le transizioni

di Alfredo Alessandrini -

12 maggio 2021, 11:00

PNRR: quanto costano le transizioni

Ora che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del nostro Paese è stato approvato, è interessante fare qualche primo confronto della destinazione delle risorse rivenienti dal Next Generation Eu e da fondi nazionali, che complessivamente per il nostro Paese valgono 248 miliardi, alle due principali missioni che sono la transizione digitale e quella ecologica. I livelli di spesa fissati dalla Commissione sono stati del 20% dei fondi per la transizione digitale e del 37% per quella verde.

P er il nostro Paese il livello del fondi del PNRR assegnati al digitale sono stati del 27% e per la transizione verde del 40%, ben superiori ai livelli indicati dalla Commissione.
Per fare un confronto, se prendiamo la Spagna è stato fissato un livello del 33% sulla transizione digitale, superiore a quello italiano, ed un livello del 37% sulla transizione ecologica, inferiore a quello del nostro Paese. Nel complesso le percentuali di utilizzo del nostro Paese sono equilibrate.

In valore assoluto il PNRR del nostro Paese prevede per la missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura 49, 2 miliardi, rivenienti per 40,7 dal recovery fund e pe 8,5 dal fondo nazionale.

Per la missione Rivoluzione verde e transizione ecologica prevede 68,6 miliardi rivenienti per 59,3 miliardi dal Recovery fund e per 9,3 miliardi dal fondo nazional Come possiamo vedere, i valori un campo per queste due missioni sono importanti. Ma per accedere veramente ai fondi europei occorre procedere ad una precisa e puntuale rendicontazione sui risultati raggiunti con l’utilizzo dei fondi.

Ecco perché è fondamentale che a ll’individuazione dei progetti, alla predisposizione di un’agenda precisa dell’avanzamento degli stessi e di un piano delle risorse necessarie si accompagni il percorso delle riforme. Prendiamo in esame, in riferimento alle due missioni considerate, soprattutto il progetto cosiddetto semplificazioni, che viene declinato in quelle ambientali, mezzogiorno e pubblica amministrazione.

Se entriamo più dettagliatamente nel progetto semplificazioni, troviamo aspetti fondamentali per la realizzazione della transizione ecologica, quali i contratti pubblici, le normative in materia ambientale, la rigenerazione urbana. Come è fondamentale la riforma della pubblica amministrazione, con l’obiettivo dichiarato di snellire l’accesso, di razionalizzare e velocizzare le procedure attraverso anche il miglioramento delle competenze e l’utilizzo della digitalizzazione.

Quindi, come possiamo vedere, vi è un forte intreccio fra le missioni e le riforme, anzi le riforme sono una pre-condizione alla realizzazione dei progetti. L’impegno che attende il Governo Draghi è veramente notevole e richiede una forte coesione nel Paese. Ci sarà? Il nostro Paese ha saputo produrre, nel dopoguerra, questo impegno e questo sforzo comune. Oggi, al di là dell’ampia maggioranza parlamentare che sostiene il Governo, ci pare manchi quello spirito che ha animato i nostri genitori. E pensare che il Paese è in un momento decisivo per il suo futuro, che è poi il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. L’uscita dalla tremenda crisi della pandemia richiede una vera e propria ricostruzione dell’economia, anche per superare l’assenza di crescita che ha caratterizzato l’economia negli anni precedenti alla pandemia.

Ora i progetti i ci sono, i fondi europei anche, c’è l’accesso ai mercati finanziari con titoli del debito pubblico europeo: occorre che i partiti ed il Paese si facciano trovare pronti all’appuntamento offerto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.