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EDITORIALE

La corsa per il Quirinale con Mattarella indisponibile

di Domenico Cacopardo -

21 maggio 2021, 08:54

La corsa per il Quirinale con Mattarella indisponibile

 l tema dell’elezione del presidente della Repubblica viene d’attualità in questi giorni, anche se, poi, la «corsa» si svolgerà a gennaio, perché Sergio Mattarella, recatosi in visita a una scuola romana, mercoledì  ha detto ai ragazzi di essere vecchio, che tra otto mesi il suo mandato cesserà e che, a quel punto, potrà finalmente riposarsi. 
Sembra perciò sciolta in senso negativo la riserva che, in verità, non aveva mai posto, ma che tanti si illudevano fosse ancora sul tavolo. 
Ora, le domande da porsi sono le seguenti: questo Parlamento è nelle condizioni di scegliere e trovare un candidato che possa ottenere in poche votazioni la maggioranza assoluta necessaria per essere eletti?
 C’è una qualche possibilità che Lega, Movimento 5 Stelle e Pd trovino un candidato comune che possa essere eletto alla prima votazione e che neutralizzi il fenomeno dei franchi tiratori che si ripresenterà puntuale come un treno svizzero?
La risposta pronta sul tavolo c’è e si chiama Mario Draghi. Su di esso, senza molto discutere, si potrebbe realizzare, anzi sublimare, la maggioranza esistente oggi in Parlamento.
Però si perderebbe un premier capace e incisivo, tessitore e, al contempo, decisionista quanto basta, noto e apprezzato negli ambienti internazionali così tanto da valere, lui da solo, diversi punti di spread, il che, per le soffrenti finanze nazionali, non è beneficio da poco.
Se Draghi non sarà più primo ministro, diventando presidente della Repubblica, lascerà a Palazzo Chigi per poche o molte ore il bastone di comando a Renato Brunetta, in quanto, mancante un vicepremier, ministro più anziano di età.
E dopo? È fatale immaginare elezioni anticipate con Recovery Plan appena avviato nella sua prima tranche e processo di riforma agli inizi (che non saranno facili, anzi susciteranno polemiche e scontri di rara intensità). 
Prima questione: come si andrà alle elezioni? Con il governo a presidenza suppletiva di Brunetta o si costituirà un governo elettorale? Propendo per la seconda soluzione che i partiti, credo, riterranno di maggiore garanzia. E che genere di governo elettorale vorrà Draghi? L’ipotesi più accreditabile è quella di un governo tecnico a presidenza tecnica, in modo da rendere il gabinetto neutro rispetto alla campagna elettorale e ai partiti.
Si aprirà così un capitolo nuovo della storia d’Italia, nel quale il governo Draghi avrà visto interrompersi il virtuoso processo riformista e di attuazione del Recovery Plan e il ritorno alla Repubblica dei partiti, quella immaginata dai padri costituenti.
E se, preoccupati di perdere questo timoniere, i partiti si rivolgessero altrove? Chi potrebbe essere un buon candidato per il Quirinale?
Detto che, con i numeri attuali in Parlamento, il centro-destra non può sperare di eleggere il presidente, non resta che guardare a M5S e Pd, provvisoriamente alleati, ma non troppo.
E, a questo punto, mi vengono in mente 2 nomi: Giuseppe Conte (che un pensierino l’aveva fatto nell’ipotesi in cui fosse riuscito a varare il Conte 3) e Dario Franceschini, le cui capacità di manovra sono note e temute. Sono convinto, tuttavia, che alla prova del voto troverebbero inattese difficoltà: sarebbero i classici candidati che ingolosiscono i franchi tiratori.
Nell’ipotesi, invece, di un accordo con la Lega, risalirebbero le azioni di Pierferdinando Casini, un moderato che potrebbe risultare gradito agli uni e agli altri. Non vedo nomi diversi, nemmeno in Corte costituzionale.
Insomma, i corni del dilemma presentano problemi irresolubili e nella panchina della Repubblica non c’è alcuna grande riserva, né alcun personaggio di tale calibro da poter aspirare alla elezione.
Sullo sfondo, ritorna prepotente il convitato inesistente (oggi): se ci fosse un partito che si richiamasse a Draghi e che si proponesse di proporre agli italiani la prosecuzione del suo mandato da premier, possibilmente, il futuro sarebbe meno incerto e nebuloso.
Come sempre, sono tanti, troppi ad avere il pallino in mano e a non sapere come giocarlo.
Domenico Cacopardo
www.cacopardo.it