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EDITORIALE

Cosa fa la Francia

di Filiberto Molossi -

20 luglio 2021, 09:10

Cosa fa la Francia

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza, a Parigi ma  anche in molte altre città d'oltralpe, contro le misure decise da Macron per contenere la pandemia. No vax, gilet gialli e persino medici contrari alle vaccinazioni hanno marciato nelle strade per difendere la propria libertà. Bene. Ho trascorso in Francia le ultime due settimane e una cosa a tutti loro (ma anche a tutti voi) mi sento di dirla: ha ragione lui. Ha ragione il presidente. Che davanti alla recrudescenza del virus ha preso il toro per le corna: e (giustamente) c'è andato giù pesante. Per entrare in un bar, in un ristorante, ma anche in musei e cinema, così come per prendere un aereo, un treno o un autobus adesso (o comunque a brevissimo) in Francia servirà il green pass, il pass sanitario. Tradotto: se sei vaccinato puoi continuare ad avere una vita normale, divertirti, andare in vacanza, fare parte della società civile. Non vuoi vaccinarti? Stai a casa. Escluso (quasi) da tutto. Un editto da Re Sole? Da presidente-dittatore? Non direi proprio.  
I  francesi – vi stupirete a scoprirlo – sono meno disciplinati di noi: soffrono la mascherina e il distanziamento (mai stati in un bistrot o in una brasserie?) è già venuto meno da un pezzo. Con un Paese che ha ancora meno della metà della popolazione completamente vaccinata, Macron, spaventato dalle varianti e dal comportamento di «pochi» che possono rovinare la vita di tutti, ha forzato il gioco: ottenendo ottimi risultati. E' vero, i no vax hanno occupato le piazze: ma nel giro di poche ore ben due milioni di francesi hanno prenotato il vaccino. Un numero destinato a salire: la maggior parte sono under 35, ossia la fascia di popolazione che è più colpita in questo momento dal virus. E che non vuole rinunciare all'ape, alla cena fuori e a viaggiare. Chiamali scemi. In un mondo ideale l'intervento a pugno duro di Macron non sarebbe nemmeno dovuto essere necessario: ma diciamo che minacce come quella di multe da 45mila euro e 1 anno di carcere a chi viola le norme sul green pass sono state un discreto incentivo per muovere acque altrimenti stagnanti. 
Rischio di essere impopolare, ma credo che anche in Italia, un Paese dove quasi due milioni e mezzo di over 60 non hanno ancora ricevuto  la prima  dose di vaccino (che diavolo aspettate?), regole del genere potrebbero essere decisive nella dura guerra contro il Covid. Il governo Draghi sembra pensi a misure più blande, come a un green pass  obbligatorio negli eventi di massa, come le partite allo stadio, i concerti, le fiere. E' già qualcosa, ma forse non abbastanza: non vi sentireste più tranquilli se aveste la certezza di frequentare un luogo dove tutti sono vaccinati come voi o comunque in possesso di un tampone negativo? Per entrare al  Palais des festivals di Cannes ho fatto sei tamponi in 12 giorni: gratuiti, velocissimi e con risultato dopo poche ore direttamente sul cellulare. Un esempio di cui tenere conto. Il vaccino resta a oggi la migliore difesa contro il propagarsi del virus, che no, non è un'invenzione: farlo è un atto di solidarietà e di civiltà. Che ci costa pochissimo. Ci vacciniamo anche per proteggere chi, pur volendo, non può farlo: a causa di malattie in corso o pregresse, o di gravi allergie. Lo facciamo per noi e lo facciamo per gli altri: là dove se una buona fetta della popolazione rifiuta il vaccino permette invece al Covid di continuare a circolare, dando vita a varianti sempre più resistenti. Il risultato? Disagi, lockdown, morti. Avete voglia di ricominciare? Io no. E davanti al rischio di nuove ventilate limitazioni preferisco la cura Macron.  E se non bastasse quella, si potrebbe sempre sfidare l'ostinazione  dei no vax toccandogli se non la coscienza almeno il portafoglio: non vuoi vaccinarti? Poco male: tasse raddoppiate per i prossimi tre anni. Non paghi? C'è il carcere. Ho l'impressione che l'attacco al salvadanaio incrinerebbe molte certezze di alcuni amanti delle teorie complottiste. Sono per la libertà: anche quella di essere idioti. Ma non di danneggiare o mettere in pericolo la vita altrui.