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EDITORIALE

Fermata dell'alta velocità e campanilismo

di Claudio Rinaldi -

02 agosto 2021, 08:37

Fermata dell'alta velocità e campanilismo

Mentre a Parma si saluta con soddisfazione la firma del protocollo d’intesa per uno studio di fattibilità per la realizzazione di una fermata dell’Alta velocità in zona Fiera, a Reggio si alza una barricata ideologica che ha tutta l’aria di rifarsi a un campanilismo desueto e anacronistico. «Non serve una nuova stazione a Parma», ha tagliato corto il sindaco Vecchi, intervistato dalla «Gazzetta di Reggio».
Eppure, la questione di una fermata dell’Alta velocità a Parma – richiesta a gran voce da istituzioni, imprese, cittadini – è stata posta da subito con grande chiarezza: nessuno ha intenzione di mettere in discussione la Mediopadana (sarebbe folle), né di tornare sui motivi per i quali, oltre vent’anni fa, fu assegnata a Reggio. Nessuno ha l’ambizione di avere una stazione – bella, avveniristica, funzionale – come quella disegnata da Calatrava. Qui si parla di una struttura che consenta di fare fermare alcuni treni veloci, per fare crescere il nostro territorio, per avvicinarlo al resto d’Italia e all’Europa. E di puntare, grazie anche alla vicinanza dell’aeroporto, su un sistema intermodale al passo con i tempi.
Decisamente meno al passo con i tempi sono le rivalità campanilistiche. 

A maggior ragione oggi, quando si parla di area vasta e di collaborazione tra territori. Si lavora insieme per il turismo (si veda l’esperienza di Visit Emilia), per la cultura (Parma capitale non ha forse coinvolto nel proprio programma Reggio e Piacenza?): ma quando si tocca l’argomento fermata dell’Alta velocità si fanno tre passi indietro. La crescita di un territorio è un bene anche per i territori vicini, perché la ricchezza produce ricchezza. E, per la cronaca, la ricchezza prodotta in provincia di Parma non è inferiore a quella prodotta oltr’Enza. 
Non solo: dello studio di fattibilità per una fermata a Parma si parla da mesi e mesi. Non era forse una delle promesse di Bonaccini in campagna elettorale, ripetuta più e più volte? Non è certo una novità, quindi, lo studio che ha finalmente avuto il via libera con la firma del protocollo d’intesa. Ben venga lo studio e ben vengano i tempi brevi promessi dal ministro Giovannini. I sistemi produttivi, economici e sociali di Parma hanno il diritto di essere dentro le grandi direttrici del traffico di qualità.

claudio.rinaldi@gazzettadiparma.it