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EDITORIALE

Il triduo della verità tra voto e piazze

di Domenico Cacopardo -

15 ottobre 2021, 08:46

Il triduo della verità tra voto e piazze

Oggi entra in vigore il green-pass obbligatorio, senza il quale non si può accedere al posto di lavoro. Il che significa che o sei vaccinato o sei sano cioè non toccato dal contagio, ma in questo secondo caso lo devi dimostrare con un tampone il cui costo, ancorché calmierato, è a tuo carico.
Una emergenza che il caso, la pandemia, il governo, i no-green pass, i no-vax hanno, quindi, messo in piedi. «Un triduo»: oggi, domani e domenica. 
Lunedì si capirà a che punto siamo, che Paese siamo, di quali prospettive concrete disponiamo.
Stasera, a Roma (ore 17 Piazza del  Popolo ), ci sarà il comizio conclusivo della campagna elettorale di Roberto Gualtieri, l’ex-ministro dell’economia, candidato del centro-sinistra alla carica di sindaco di Roma.
Domani, sempre a Roma, manifestazione nazionale di solidarietà verso la Cgil e, contemporaneamente, raduno e, forse, corteo dei no-green pass e dei no-vax. Qui circola un certo ottimismo: sia nel primo che nel secondo caso non sono previste “esondazioni” o violenze, ma rimane pesante il macigno della possibilità che gruppi dalla nota aggressività si infiltrino e riprendano l’attacco alla città, ai cittadini, alle forze dell’ordine. 
Domenica avremo la conclusione della kermesse con i ballottaggi nei comuni che non hanno già espresso un sindaco e, tra essi, le cruciali Roma e Torino.
Se Matteo Salvini chiede a Mario Draghi la pacificazione, vuol dire che anche il leader della Lega (uomo di lotta più che di governo) si rende conto che si è perso il senso della misura.
Non vogliamo infierire sulla povera (non in senso economico) Luciana Lamorgese che, però, non ha mancato di mettere in scena un ennesimo colpo a vuoto o, se volete, una ennesima gaffe. Rispondendo, in «question time» alle interrogazioni su quanto è accaduto sabato, ha detto che non si è ritenuto di procedere all’arresto di Giuliano Castellino (leader di Forza Nuova) in Piazza del Popolo per il timore (plausibile) delle reazioni della folla. Purtroppo, s’è astenuta dal rispondere sul punto vero e critico della pubblica sicurezza: da quando (ore 16.30) Castellino ha annunciato la volontà di assaltare la sede della Cgil di Corso d’Italia (circa 2 km da Piazza del Popolo) all’assalto vero e proprio (ore 17.15) sono trascorsi 45 minuti. Un tempo ampiamente sufficiente per schierare sul posto, a difesa, qualche reparto del Battaglione Mobile della Polizia di Stato o del Battaglione Mobile dei Carabinieri. È questa mancata reattività che desta sorpresa e aggrava ogni giudizio sull’operato della pubblica sicurezza e del Viminale. E di questo deve riferire Lamorgese, non delle ovvie ragioni del mancato arresto in Piazza del Popolo.
L’opinione che emerge dopo che tutti i «talk-show» si sono occupati dei fatti è di una manifestazione partecipata, in maggioranza, da no-green pass e no-vax, in alcuni casi famiglie intere, che intendevano pacificamente protestare contro le iniziative del governo.
Tra di essi si sono inseriti i facinorosi e i ribellisti di Forza Nuova e non solo. Il tracimare della folla verso Piazza Colonna, sede della presidenza del consiglio, è avvenuto senza alcun ostacolo fisso o mobile. 
Dunque: pacificazione certo. Essa, però, non può significare la vittoria dei pochi sui tanti, dei violenti sui pacifici, degli eversori sullo Stato. 
Francamente, non sappiamo come terminerà quello che ho chiamato «il triduo». Ma sappiamo che solo la ragionevolezza, il guanto di velluto, potrebbero farci uscire indenni dalla prova per riprendere la strada virtuosa avviata con il governo Draghi, con le riforme, con il Pnrr.
L’alternativa è il ritorno nella crisi, la retrocessione nella serie B d’Europa e del mondo. Una prospettiva che è necessario scongiurare.
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