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Von der Leyen: una vittoria risicata ma importante

Von der Leyen: una vittoria risicata ma importante

di Paolo Ferrandi

18 Luglio 2019,11:46

È stata una vittoria sul filo di lana - soli 9 voti sopra la maggioranza richiesta - quella di Ursula von der Leyen, la nuova presidente della Commissione Ue, ma è  stata anche una vittoria importante. Non solo perché si tratta della prima donna a ricoprire quel ruolo, ma anche perché fino alle ultime ore non era affatto scontato che ce la facesse, nonostante i numeri dei gruppi che in teoria le avevano promesso l'appoggio fossero sulla carte ampiamente sufficienti.
Colpa dei difetti caratteriali della von der Leyen? Colpa del suo programma? In realtà questo c'entra solo in parte. Il problema vero dell'esponente della Cdu - il partito di Angela Merkel  - è  dovuto al metodo della sua nomina che è stata decisa dai capi di governo Ue  in barba al criterio degli «spitzenkandidaten», cioè dei candidati designati prima delle elezioni dalle grandi famiglie politiche europee e che, per questo, sarebbero stati legittimati dal voto popolare.
Con questo peccato originale il cammino della von der Leyen era  in salita. Anche perché la sua candidatura aveva infranto le speranze dei socialisti e aveva provocato mal di pancia perfino nei popolari,  il suo gruppo di riferimento. Per questo qualcuno aveva proposto di rimandare il voto dopo l'estate. Ma lei ha deciso di tentare lo stesso e ha fatto un discorso fatto apposta per non essere votata dai sovranisti più radicali (il gruppo di cui fa parte la Lega) pur trattando con il resto dei conservatori. Una sfida temeraria che alla fine ha pagato. Ora, però,   si apre la partita delle nomine nella Commissione.

© Riproduzione riservata

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