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Smartworking opportunità e rischi da affrontare

Smartworking opportunità e rischi da affrontare

di Mattia Bernardo Bagnoli

27 Novembre 2021,08:51

La pandemia sta avendo un impatto dirompente su molti aspetti della nostra vita, compreso il lavoro. Chi non lo ha perso ha dovuto cambiare, talvolta drasticamente, il modo di svolgerlo.
La tecnologia digitale ha consentito il boom del lavoro da remoto ed è ormai evidente che, anche quando il virus sarà sconfitto, il lavoro a distanza – uno degli aspetti dello smartworking - continuerà ad avere un peso rilevante in molti ambiti. Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, stima che entro 10 anni la metà dei dipendenti del gruppo lavorerà da casa in modo permanente. Nella stessa direzione vanno molte aziende e istituzioni finanziarie e, seppur più timidamente, anche la Pubblica Amministrazione.
Cosa ci aspetta? Il “lavoro agile” ha un grande potenziale ma anche molti limiti.
I possibili benefici sono diversi. Le aziende possono ridurre i costi degli uffici, aumentare la produttività, allargare l’universo dal quale assumere nuovi talenti. I dipendenti possono conciliare meglio lavoro e vita privata (comprese le esigenze di cura della persona, per esempio allevare bambini o accudire anziani). 

La drastica diminuzione del pendolarismo aumenta il tempo libero di chi lavora e fa bene all’ambiente. I limiti tuttavia non mancano. Intanto non tutti i mestieri si possono svolgere da remoto: le professioni manuali e quelle di relazione richiedono presenza fisica e contatto umano. Inoltre, anche tra chi lo può praticare lo smartworking non è uguale per tutti. La diversità nella qualità di accesso a internet, nella comodità delle abitazioni, nella capacità di utilizzare le tecnologie digitali, è fonte di diseguaglianze. C'è poi il rischio di non riuscire a separare il tempo del lavoro da quello del riposo, per mancanza di autodisciplina o perché il datore di lavoro è invasivo. Dal lato dell’azienda, ridurre gli incontri di persona aumenta l’efficienza e diminuisce i costi ma talvolta può deteriorare la qualità delle relazioni. In generale, il lavoro da remoto consente rilevanti aumenti di produttività a condizione che si lavori con persone – colleghi, clienti, fornitori - con le quali vi sia già una relazione preesistente.

Per superare questi limiti sembrano necessari alcuni interventi a livello politico e regolamentare e alcuni cambiamenti culturali. E’ importante assicurare una connessione internet gratuita e di qualità in tutto il paese e favorire la nascita di hub di quartiere che non obblighino necessariamente a lavorare da casa chi non ha spazi o infrastrutture adeguate. Occorre introdurre norme che tutelino i diritti dei lavoratori da remoto (compreso quello a disconnettersi in certi orari). E’ fondamentale imparare a valutare il lavoro in base ai risultati piuttosto che dal numero di ore.

Come ogni innovazione, lo smartworking porta rischi e opportunità. In ogni caso avrà un ruolo sempre più importante in molte professioni, soprattutto intellettuali. Solo se sapremo superarne con intelligenza i limiti, potremo realizzarne appieno l’enorme potenziale. Quello di migliorare nello stesso tempo produttività del lavoro, benessere e flessibilità dei lavoratori e qualità dell’ambiente.
www.magnanimarco.com
  

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