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Editoriale

La rosa dei nomi in gara per il Colle

La rosa dei nomi in gara per il Colle

di Domenico Cacopardo

03 Dicembre 2021,13:02

Il prossimo presidente della Repubblica dovrà essere perfetto esecutore e interprete della Carta costituzionale, garante di essa all’interno e garante all’esterno del complesso di impegni attivi e passivi assunti con l’accettazione del Pnrr, il piano cruciale per il futuro della Nazione.
Un compito non facile, giacché -sarebbe irresponsabile negarlo- ci avviamo, se tutto andrà bene- ad affrontare un periodo analogo a un dopoguerra. Di esso abbiamo avuto due contrastanti esperienze: entrambe drammatiche una conclusasi con l’instaurazione della dittatura fascista, l’altra con la vittoria della democrazia, il suo consolidamento e la ricostruzione. Nel prossimo dopoguerra, ci troveremo con una miriade di problemi ma con la grossa atout del più grande piano di investimenti della storia nazionale.
Detto questo, è bene far conoscere quali sono i nomi (in ordine alfabetico) tra i quali sarà molto probabilmente scelto, per il prossimo settennio, il presidente. Prendiamo in considerazione solo coloro che hanno avuto esperienze istituzionali significative (presidenza del Consiglio, della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica) con qualche integrazione.

Ex-primi ministri: Amato (83), Berlusconi (85), Conte (57), Dini (90), D’Alema (72), Draghi (74), Gentiloni (67), Monti (78), Prodi (82). Renzi non ha l’età.
Presidenti della Camera dei deputati: Bertinotti (81), Boldrini (60), Casini (66), Fini (69), Pivetti (58), Violante (80).
Presidenti del Senato: Casellati (75), Grasso (76), Mancino (90), Marini (87), Pera (78), Schifani (71), Scognamiglio (78).
Altre donne papabili: Bonino (73), Cartabia (58), Severino (75).
Ognuno di noi ha, naturalmente, le sue simpatie e preferenze ed è ovvio che un nome nuovo potrebbe uscire dal cappello di qualcuno dei leader riconosciuti.
Tuttavia, possiamo serenamente ritenere che il prossimo presidente sarà uno di questi 25. Possiamo pregiudizialmente escludere qualcuno? Certo che sì, ma va detto che il criterio dell’età (l’unico oggettivo) non è applicabile in modo meccanico. Gli ultraottantenni sono 7: Amato, Berlusconi, Dini, Prodi, Bertinotti, Mancino e Marini. Ma Amato e Berlusconi sono ancora della partita.
Non è stato inserito Mattarella per la sua conclamata volontà di non tornare al Quirinale. Rimane il fatto che, nell’ipotesi di stallo e di richiesta collettiva di rielezione, gli sarà difficile rifiutare.
Perciò, è meglio aspettare i primi di gennaio, per procedere a una scrematura vera, dalla quale possono salvarsi pochi candidabili.
L’elenco che qui abbiamo formulato presenta già le occasioni perdute da quei politici che sono stati “in spolvero” e che hanno per vari motivi lapidati il loro capitale -appunto- politico. Il caso Fini è emblematico e mostra che nella «hora de la verdad» il passato presenta sempre il conto - e il peso - degli errori commessi.

www.cacopardo.it 

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