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Editoriale

L'aeroporto e le bugie dei candidati

L'aeroporto e le bugie dei candidati

di Claudio Rinaldi

26 Maggio 2022,12:39

Nel giorno in cui pubblichiamo la prima parte dell’attesissimo sondaggio sul voto del 12 e 26 giugno, una domanda sorge spontanea: i candidati ci sono o ci fanno? Ci riferiamo al tema della ristrutturazione e del potenziamento dell’aeroporto, che pare sia diventato il più “caldo” della campagna elettorale, e in particolare alle mani alzate di tutti i candidati che hanno partecipato nei giorni scorsi a un dibattito al liceo Romagnosi, quando Giampaolo Lavagetto ha lanciato la sfida: «Alzi la mano chi è contrario all’aeroporto cargo». Tutti – nessuno escluso: chi più, chi meno convinto – hanno alzato la mano.
C’è, francamente, da restare a bocca aperta. Lasciamo da parte gli integralisti, che è pressoché impossibile convincere: come i no vax che abbiamo tristemente conosciuto molto bene, o come gli animalisti che arrivano a minacciare di morte stimatissimi scienziati impegnati in ricerche per il bene dell’umanità.

Possibile che non ci sia un candidato che sappia ragionare con la propria testa e abbia il coraggio di smentire le clamorose bufale messe in circolazione dai comitati cosiddetti “no cargo”? E, soprattutto, possibile che un candidato che aspira, da qui a poche settimane, a governare la città per i prossimi cinque anni, non si sia informato su come stanno le cose?
La questione ricorda un po’ quella dell’inceneritore: «Se vinciamo noi, dovrete passare sul nostro cadavere, se vorrete aprirlo», avevano detto Grillo e Pizzarotti nel celebre comizio di fine campagna elettorale nel 2012. Sappiamo come sono andate le cose: Grillo e Pizzarotti hanno vinto e l’inceneritore è stato acceso. Come tutti sapevano che sarebbe accaduto: perché l’iter era arrivato a un tale punto che sarebbe stato impossibile – se non pagando penali spaventose – fermarlo e fare marcia indietro.

Nel caso dell’aeroporto, il progetto che prevede l’allungamento della pista ha già ottenuto il via libera per la valutazione di impatto ambientale ed è già stato approvato dall’Enac: in virtù dell’approvazione, la Regione ha deciso di destinare al “Verdi” dodici milioni di fondi europei. Resta una sola cosa da fare: sistemare la viabilità intorno all’aeroporto, visto che l’allungamento della pista impone di chiudere una strada. Circa il completamento della viabilità, il Comune ha già dato il proprio assenso.
Questa è la situazione. Non solo. Una cosa sulla quale tanti equivocano (per scarsa conoscenza quando non in malafede) è il tema cargo: l’allungamento della pista è funzionale per dare la possibilità di atterrare a Parma a aerei più capienti, quindi per rendere lo scalo più interessante per le compagnie. Ai voli passeggeri, che sono aumentati negli ultimi mesi e che tendenzialmente aumenteranno parecchio in futuro, si affianca l’utilizzo per i voli cargo. Si parla – come la «Gazzetta» ha spiegato più e più volte, documenti e dati alla mano – di due, tre voli al giorno. Di più i piazzali destinati alla logistica non permetterebbero. Non delle decine di voli di cui tanti spropositano sui social: terreno molto fertile, come noto, per la propagazione delle bufale. Passi che i comitati ci sguazzino, facendo la gara a chi le conta più grosse, ma che le balle le raccontino i candidati è un po’ più preoccupante (eufemismo) per tutti noi parmigiani, che ci augureremmo un sindaco con una visione lunga circa i bisogni della città e del territorio.

Certo, il nuovo sindaco potrebbe cancellare l’impegno assunto dalla giunta Pizzarotti sulla sistemazione della viabilità: e, così, fare tramontare il progetto di riqualificazione del “Verdi”, perdere il finanziamento di dodici milioni e, a lungo andare, uccidere l’aeroporto. Questo è, in teoria, possibile. Folle, secondo noi, ma possibile.

Al di là dell’autogol per la città, e al di là del danno di immagine che già si sta infliggendo all’aeroporto, ci si rende conto del rischio di subire una richiesta di un pesante risarcimento danni da parte della società di gestione? Chi pagherebbe? Risposta facile: il Comune. Cioè noi cittadini.

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • Oppilif Izzotreb

    26 Maggio 2022 - 19:33

    Perché, quando tutti hanno aderito a quell’inutile idiozia di istituire un assessorato alla pace?! Questi sono poveri candidati in cerca di autore: alla spasmodica caccia di consenso, non si rendono conto del tragico senso del ridicolo. Non se ne salva uno. Anzi, uno si salverebbe da queste idiozie: peccato sia quello che postava il suo deretano in un consiglio comunale. Siamo messi male, molto male.

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