×
×
☰ MENU

ANALISI

Sguardo avanti: è il momento della massima responsabilità

Sguardo avanti è il momento della massima responsabilità 

di Alfredo Alessandrini

15 Giugno 2022,13:10

Questo è il momento della responsabilità. Bisogna rifuggire dalle tentazioni elettoralistiche e puntare decisamente lo sguardo in avanti, avendo presenti le varie ed urgenti esigenze di ordine sociale ed economico del Paese e creando le condizioni per un rafforzamento dell’attuale Governo. Gli osservatori politici considerano che questo Governo sia attualmente senza alternativa fino alla scadenza naturale del mandato parlamentare e, di conseguenza, occorre un confronto deciso sui temi in discussione ma senza far percepire una debolezza e una assenza di prospettiva nella capacità di affrontare i gravi problemi che sono già attualmente presenti.
Bene ha fatto il presidente di Confindustria Bonomi alla recente assemblea dell’Unione Parmense degli Industriali a mettere in adeguato risalto la figura del presidente della Repubblica con le sue chiare posizioni sul grave comportamento e sulle responsabilità di Putin e della Russia con l’occupazione dell’Ucraina e sulla necessità di ricercare la pace che deve partire dal ritiro dell’esercito russo dalle aree occupate. Ed al contempo il presidente Bonomi ha rimarcato il ruolo fondamentale del presidente del Consiglio Draghi che con il suo prestigio nazionale ed internazionale sta gestendo una situazione veramente complessa e difficile.


I temi all’ordine del giorno sono di natura diversa: il primo appuntamento è di ordine internazionale e riguarda la risoluzione sulla guerra in Ucraina. Siamo davanti ad uno scenario drammatico, con una occupazione ingiusta da parte della Federazione russa di uno Stato sovrano come l’Ucraina. E l’Ucraina ha scelto di opporsi militarmente a questa occupazione ingiusta. Migliaia di morti civili, centinaia di bambini morti, migliaia di militari morti, sia dalla parte ucraina che russa, intere città ucraine rase al suolo sono la drammatica fotografia del dramma che la popolazione ucraina sta vivendo.
Si poteva abbandonare la resistenza ucraina o era giusto sostenerla anche militarmente? La nostra posizione era che l’invio delle armi era fondamentale per contribuire alla difesa dei territori ucraini. Questo confligge con la ricerca della pace, ma di una pace che deve avere dei presupposti fondamentali di giustizia? No, in quanto l’assenza di difesa del proprio Paese avrebbe portato ad una rapida occupazione russa dell’intero territorio ucraino e le possibilità di pace vera sarebbero state nulle. Ha quindi fatto bene il Governo a proporre l’invio delle armi e ad ottenere la decisione favorevole del Parlamento in questo senso. Ora si deve aprire un serio tavolo negoziale che definisca le basi di una possibile tregua delle armi e poi la costruzione di un percorso di pace, garantendo, quanto più possibile, l’integrità territoriale dell’Ucraina.


Su questo tema le sensibilità delle forze politiche sono diverse, ma è indispensabile trovare quella concertazione che è la base del funzionamento stesso di un Governo di larghe maggioranze parlamentari; vedremo a breve l’evoluzione dei fatti, ma la solida prospettiva del governo Draghi non può e non deve essere messa in discussione.
Ma vi sono poi passaggi interni al nostro Paese, come le necessarie riforme che vedono posizioni diverse, cosa democraticamente normale, ma che non evidenziano la necessaria concertazione per consentire al Governo di non essere messo continuamente alla prova sulla sua compattezza e quindi sulla possibilità di durata futura.
La guerra ha creato gravi stress economici per l’Europa e per il nostro Paese. I costi energetici, che avevano già cominciato a salire prima della guerra per la rigidità dell’offerta rispetto alla crescita della domanda, a seguito della riduzione degli effetti della pandemia, le interruzioni e le difficoltà dell’approvvigionamento e delle catene del valore legate alla pandemia, con le conseguenze inevitabili per le aziende dell’aumento dei costi di produzione e dell’aumento del costo della vita per le famiglie, impongono che il Governo sia pienamente operativo e con una intatta considerazione nazionale ed internazionale. Nelle previsioni più ottimistiche degli istituti di ricerca il PIL nel 2022 crescerà del 2,8% mentre quelle pessimistiche danno la crescita al 2,3%.


L’inflazione è prevista in vertiginosa crescita a valori che arrivano ad essere vicini al 6% e addirittura superiori al 6%. Tutto questo con una politica monetaria della BCE che ovviamente diventa restrittiva proprio per fronteggiare l’inflazione, con un PIL dell’Eurozona del 2,8% nel 2022 ed una inflazione del 6,8%. Il programma di acquisto di emergenza pandemico (PEPP) è già terminato e il programma di acquisto attività (PAA) terminerà con il 1° luglio, data in cui vi sarà un primo aumento dei tassi dello 0,25%, seguito da un altro aumento dello stesso livello a settembre, che potrebbe aumentare se l’inflazione fosse più aggressiva. Però la cosa che non è stata messa in evidenza da alcuni nostri politici e dalle loro critiche è il fatto che la BCE intende reinvestire integralmente i pagamenti dei titoli in scadenza del programma PAA per un lungo periodo e la stessa cosa per il Programma di emergenza pandemico fino al 2024.


In un quadro economico e sociale così difficile, è indispensabile un Governo nel pieno della sua funzionalità, con una maggioranza parlamentare coesa. Di qui il richiamo della prima frase del presente articolo alla necessità indispensabile del senso di responsabilità per garantire una gestione ordinata della situazione di difficoltà attuale e al contempo una prospettiva futura che sia di sviluppo equilibrato con il pieno utilizzo delle risorse europee del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI