×
×
☰ MENU

EDITORIALE

La lezione britannica è utile all'Italia

La lezione britannica è utile all'Italia

di Domenico Cacopardo

21 Settembre 2022,12:29

Solo un altro funerale del passato ha eguagliato e forse superato la scenografia messa in atto dall’antica chiesa anglicana parente stretta della chiesa apostolica romana dei tempi andati: si è trattato del funerale celebrato in Piazza San Pietro a Giovanni Paolo II, il Papa combattente, autore indiscusso di uno dei due colpi mortali che l’Occidente inferse all’impero sovietico, liquidandolo.
Forse qualcuno ricorda: sulla bara in legno chiaro deposta sul sagrato della basilica c’era un vangelo aperto. Folate di vento muovevano le pagine come a significare che Dio, il Dio dei cristiani, intendesse ricordare a tutti che quel defunto era stato interprete autentico del suo messaggio. La forza di Cristo e, vicino, un passo indietro, le teorie di preti, diaconi e monache salmodianti come da collaudato copione vaticano.
Qua, con Elisabetta II, l’ostensione di una salma e della potenza del Regno Unito, non più impero, ma ancora grande forza politica e morale, coesa intorno ai suoi poteri, ai suoi riti, alle sue gerarchie.

Ciò che ci ha detto questo funerale lungo 11 giorni è che il Regno Unito non solo è il più antico paese di democrazia liberale della storia dell’uomo, ma che anche questa democrazia liberale si regge sulla forza permanente di un establishment costituito dalla nobiltà -diventata sempre più espressione di servizio alla nazione che egoistica tutela dei propri meschini interessi (questione cruciale sotto qualsiasi latitudine)- e da un ceto di non comuni che formano se stessi nelle medesime prestigiose scuole che sono tali, prestigiose, da secoli e che costituiscono il nerbo della società civile, politica, economica.
La forza di questa nazione -sarebbe più corretto dire “di queste nazioni”- è costituita dallo spirito britannico, gemello di quello germanico -da cui si differenzia solo per non avere trasformato il romanticismo in spietato nazismo- è l’unitarietà di una classe dirigente che, a un certo punto della storia, ha rifiutato di piegarsi alle decisioni di un’autorità sovranazionale (l’Ue) egemonizzata dalla potenza (la Germania) che con la II Guerra mondiale tante sofferenze e tanti lutti aveva inferto al mondo e al medesimo impero britannico.


Per noi italiani, la lezione riguarda il presente e il futuro e ci dovrebbe suggerire di costruire il domani sul meglio del passato, dal liberalesimo giolittiano alla grande stagione democratica rappresentata dagli anni d’oro di De Gasperi e dei suoi epigoni democristiani, nonché al riformismo socialista, che inizia a svolgere il suo ruolo progressista già con il centro-sinistra a guida Fanfani, precedente la stagione anestetica di Aldo Moro, sino ai giorni di Craxi e dell’Italia quarta potenza industriale del mondo, oltre che partecipe del triunvirato di controllo dell’Unione europea.
E riguarda anche la stagione sovvertitrice di Mani Pulite, nella quale venne rovesciato e distrutto il sistema dei partiti -la cui funzione era stata delineata dalla Costituzione- e una classe dirigente che, nel complesso e salvo singoli malfattori (presenti in tutte le stagioni), non aveva demeritato della Patria. Nacque così questa melmosa seconda Repubblica.
I guai nei quali versiamo e che anno dopo anno appaiono sempre più pesanti trovano fondamento proprio nel post-’92 dal quale non è emerso un establishment o un ceto politico adeguato alle sfide contemporanee.
Da Windsor alla Roma dei grandi, prestigiosi palazzi popolati da nanetti il passo è lungo, ma esemplificativo.
Una lezione, questa britannica, da non dimenticare e che qualcuno dovrebbe spiegare ai ragazzi dei licei e degli istituti tecnici perché si dedichino (come voleva Togliatti) allo studio serio e impegnativo. Per loro stessi e per questa disgraziatissima e amatissima Nazione che non merita il destino cui sembra sia stata abbandonata. 

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI