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Lettere al direttore

La lettera: 'Io, automobilista, investita da una bici'

10 novembre 2019, 11:51

La lettera: 'Io, automobilista, investita da una bici'


Egregio direttore,
se una bici danneggia un'auto, chi paga? Sono ferma allo stop. Sul marciapiede alla mia destra una ragazza in bici sta puntando dritto verso di me: non mi può vedere perché, testa bassa, ha gli occhi incollati al cellulare. Io non posso scomparire! Questione di secondi, mi centra la portiera e cade, senza ferirsi. Mi faccio dare i suoi dati, ha 16 anni, le faccio chiamare sua madre col suo telefono perché la signora non si spaventi e le parlo anche io, spiegando l'accaduto e concordando un incontro successivo perché purtroppo devo correre ad un corso di formazione obbligatorio. La ragazza mi lascia un recapito telefonico, che poi scoprirò essere inesistente. Quindi più tardi, in buonissima fede, vado a casa sua, nel cuore del cuore del centro, palazzo storico, dove, luci accese e finestre aperte, nessuno però mi apre. Le faccio scrivere dall'avvocato, il quale scopre che per fortuna lei ha la polizza del capofamiglia per la responsabilità civile. Più di mille euro di danni. Il liquidatore di questa assicurazione mi dice, testuali parole, «che non importa se io ho ragione, essendo in auto ho torto, tra auto e bici, vince sempre la bici poi la ragazza è minorenne; non importa l'entità del danno, se io le dessi più di 800 euro, i miei superiori mi farebbero il mazzo». Io ci ho perso oltre 300 euro più la parcella dell'avvocato, il quale mi ha detto di essere stata fortunatissima, perché almeno questa famiglia aveva la assicurazione per la responsabilità civile: tantissimi danni causati da bici non verranno mai pagati perché i ciclisti scappano, non hanno targa e nemmeno l'obbligo dell'assicurazione. Se poi sono stranieri, è anche peggio! Senza obbligo di targa e di assicurazione, auto e bici non circoleranno mai «ad armi pari». Ed ero solo ferma allo stop, in una giornata fortunatissima!
Federica Corsi
 

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