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LETTERE AL DIRETTORE

La guerra dei bocconi si vince solo rompendo l'omertà

03 febbraio 2021, 11:27

La guerra dei bocconi si vince solo rompendo l'omertà

Gentile direttore,
qualche anno fa, nel Piacentino, venne organizzato un importante convegno intitolato «La guerra dei bocconi. Come fermare la strage di animali». A quel convegno partecipai anch’io così come diverse personalità del mondo scientifico, didattico e di difesa dell’ambiente e degli animali: una psico-sociologa, un medico per l’ambiente, veterinari Ausl e di Istituti zooprofilattici, insegnanti, rappresentanti del Provveditorato agli studi di Piacenza e numerosi esponenti di associazioni ambientaliste a animaliste. Nonostante siano passati molti anni da quel 1996, la guerra dei bocconi nel nostro Paese non è mai cessata. E ne è dimostrazione quanto riportato dalla Gazzetta di qualche giorno fa: «Lesignano, due cani avvelenati: in azione i Carabinieri forestali» così come da Striscia la Notizia «Animali avvelenati con stricnina a Verbicaro (Cosenza) nel parco nazionale del Pollino». Da sempre i bocconi avvelenati con stricnina o altri veleni vengono utilizzati da bracconieri per uccidere volpi, lupi, rapaci, faine, cani e e gatti o qualsiasi altro carnivoro che possa nuocere alla selvaggina e in particolare ai fagiani e alle lepri rilasciati per il ripopolamento. Trattandosi di animali semi domestici, queste lepri e questi fagiani non sanno sfuggire ai loro predatori non essendo abituati, come i loro cugini selvatici, a nascondersi mimetizzandosi tra i cespugli, divenendo facili prede. Così, a partire dalla seconda metà del mese di gennaio fino ad aprile inoltrato e a volte anche spingendosi fino all’estate, entrano in azione i soliti noti: bracconieri senza scrupoli che disseminano il territorio di esche avvelenate,  «sterilizzandolo» da tutti i predatori. Si tratta di persone indegne di far parte del consorzio civile che, agendo prevalentemente di notte, delinquono spesso «aiutate» nel loro intento da chi sa ma non vuole parlare per non esporsi. Nonostante che negli ultimi tempi i rinvenimenti di bocconi avvelenati, sotto forma di polpette, uova e ritagli di lardo, siano sempre più numerosi non risparmiando nemmeno i centri abitati e i parchi, non bisogna tuttavia rassegnarsi ma, al contrario, reagire innanzi tutto informando le persone di come stanno realmente le cose così da far loro capire che a massacrare tanti animali selvatici e domestici non sono dei «misteriosi avvelenatori». Solo rompendo le barriere dell’omertà e del silenzio che accompagnano e perpetuano questa strage di innocenti creature viventi si potrà sperare che la guerra dei bocconi possa finalmente terminare. Diversamente, ogni anno, saremo costretti a subire, senza poterci ribellare, l’azione criminale di certi spregevoli personaggi.
Giorgio Mezzatesta
Parma, 28 gennaio