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Una band di trapper inneggia alle Br: a Reggio Emilia scoppia la polemica

Una band di trapper inneggia alle Br: a Reggio Emilia scoppia la polemica

04 Maggio 2022,15:36

Testi musicali inneggianti alle Brigate Rosse, con tanto di bandiera del gruppo terroristico sul palco di un circolo Arci a Reggio Emilia. E' polemica in Emilia su un concerto del Primo maggio a un’iniziativa denominata Festa dell’Unità Comunista alla quale è stata invitata la band rap-trap 'P38 - La Gang', un nome che rievoca l’arma simbolo degli Anni di Piombo. Lo riporta la stampa locale.


Sulla performance - nella terra in cui oltre cinquant'anni fa nacquero le Br con Renato Curcio, Margherita Mara Cagol e Alberto Franceschini - si è scatenata la bufera. Il movimento di destra Reggio Emilia Identitaria chiede «la chiusura del locale che ha permesso un tale scempio, nella totale mancanza di rispetto verso i familiari caduti per mano brigatista». Il presidente del circolo Arci, Marco Vicini, difende invece la band. «E' solo un’esibizione artistica. Il trap per vocazione tratta tematiche estreme e provocatorie. Il mondo della musica è pieno di esempi di natura dissacrante, come la canzone Juriij spara dei Cccp». La 'P38' tra marzo e aprile aveva suonato anche a Roma, Firenze, Bergamo, Padova e Bologna (all’ex centrale). Nei testi di alcuni brani della band passaggi come «Zitto zitto pagami il riscatto, zitto zitto sei su una R4...». I membri della 'P38' - anonimi - si fanno chiamare Astore, Papà Dimitri, Jimmy Pentothal e Yung Stalin, e si esibiscono incappucciati con un passamontagna bianco. Sono nati nel 2020 e si definiscono «trapper brigatisti».

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • Frank

    05 Maggio 2022 - 08:19

    Arrestateli e buttate via la chiave.

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