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Ritrovati morti tutti e 7 i passeggeri dell'elicottero scomparso. I soccorritori: "Abbiamo trovato tutto bruciato" - Video

Quattro vittime erano di un'azienda turca che nel 2017 subì un altro lutto simile

Ritrovati  morti tutti e 7 i passeggeri dell'elicottero scomparso. I soccorritori: "Abbiamo trovato tutto bruciato"

11 Giugno 2022,11:32

I soccorritori hanno ritrovato, privi di vita, tutti e sette i passeggeri dell’elicottero disperso da giovedì nell'Appennino Tosco-Emiliano: il pilota veneto e sei passeggeri, quattro di nazionalità turca e due di nazionalità libanese, in viaggio d’affari in Italia. E' quanto rende noto la prefettura di Modena.
La zona del ritrovamento è stata immediatamente posta sotto sequestro dall’Autorità Giudiziaria di Reggio Emilia che procede.

In un primo tempo, erano stati individuati cinque cadaveri dopo che i resti del velivolo sono stati avvistati  sul monte Cusna, cima reggiana. E' quanto si apprende dai primi soccorritori sul posto. L'elicottero si sarebbe schiantato sul greto di un torrente, il Lama, al passo degli Scaloni, 1.922 metri d’altitudine, a due chilometro dal rifugio Segheria. La zona è particolarmente impervia. Sul luogo dell’impatto Aeronautica militare, Soccorso alpino, Guardia di finanza, Carabinieri di Castelnuovo Monti. Area sotto sequestro.

«Abbiamo avuto delle coordinate, siamo andati sul posto e abbiamo trovato tutto bruciato. L'elicottero è all’interno di una valle, vicino a un ruscello, stiamo cercando di portare tutte le squadre dei soccorsi per far poi raggiungere loro a piedi la zona, perchè è difficile arrivarci con il verricello». E’ la testimonianza di un militare che l’Aeronautica ha pubblicato sul suo profilo Twitter. Questa mattina è stato un HH139 del 15/o stormo dell’Aeronautica militare a individuare alcuni rottami dell’elicottero disperso da giovedì scorso, in un vallone sul crinale dell’Appennino modenese-reggiano, tra il Rifugio Battisti e la località Segheria, e a segnalare la posizione per l’invio delle squadre dei soccorsi. Da quanto appreso, è stato un uomo, che si trovava a terra nell’area del monte Cusna (Reggio Emilia), a segnalare ai soccorritori probabili resti dell’elicottero, decollato da Lucca e diretto a Treviso, scomparso da giovedì scorso. L’area interessata è quella tra il Rifugio Battisti e Segheria. Sul posto si stanno recando squadre da terra e anche un elicottero per calare personale.

Il titolare della Roto-Cart: "Le speranze purtroppo sono finite"

«Le speranza purtroppo sono finite. Siamo costernati e senza parole. Abbiamo sperato fino all’ultimo, invece è finita nel peggiore dei modi.": lo dice all’ANSA Giuliano Gelain, amministratore Unico della Roto-Cart SpA, l’azienda di Castelminio di Resana, nel Trevigiano, specializzata nella produzione di carta per usi domestici verso cui era diretto l’elicottero caduto. Da tre giorni l’elicottero faceva la spola al mattino e al pomeriggio tra la Toscana e il Veneto per portare i buyer a vedere il nuovo stabilimento.
«Grande è il mio dispiacere, e quello di tutta l’azienda, nell’apprendere la drammatica notizia - sottolinea Gelain -. Siamo addolorati perchè li aspettavamo e li avremmo conosciuti volentieri, come è stato con i gruppi che li hanno preceduti, invece il momento di gioia e collaborazione che avrebbe dovuto aver luogo giovedì, si è trasformato in orribile tragedia. Ci uniamo al dolore dei familiari delle persone coinvolte nella sciagura - conclude - ai quali porgiamo il nostro cordoglio».

Il direttore della scuola di di elicotteri: "Sono scosso, il pilota era attento"

«Era molto pignolo e attento nella pianificazione dei voli e aveva piena consapevolezza dei limiti dell’elicottero ma soprattutto di quelli personali: per questo motivo mi ha particolarmente scosso questo evento». Così, il colonnello comandante, Roberto Bassi, direttore e responsabile dell’addestramento della Scuola Nazionale Elicotteri 'Guido Baracca'  di Lugo, nel Ravennate, ricorda Corrado Levorin, il pilota 33enne originario di Polverara, nel Padovano, che era alla guida dell’Agusta AW 119 Koala caduto, giovedì, sull'Appennino tosco-emiliano con a bordo, oltre a lui, sei persone - due cittadini libanesi e quattro cittadini turchi - tutte decedute. Nell’istituto romagnolo, Levorin aveva conseguito, oltre la licenza di istruttore, il brevetto sia per i voli privati che commerciali.


«Durante l’addestramento - racconta Bassi - Corrado ha dimostrato di essere una persona posata, attenta e molto dedita al fattore sicurezza. All’ottima manualità affiancava il rispetto delle regole e delle procedure». Quello avvenuto nella zona del Monte Cusna, con il velivolo caduto in un vallone sul crinale dell’Appennino modenese-reggiano, tra il Rifugio Battisti e la località Segheria, «purtroppo - aggiunge Bassi - è il primo catastrofico incidente, in 32 anni di direzione di questa struttura». Una scuola considerata come una delle eccellenze, nel mondo del volo e dell’istruzione. «Non avrei mai voluto aggiornare questa statistica - conclude - Tengo tantissimo a quelli che definisco i 'miei pilotì».
Dopo la scuola, Levorin aveva lavorato alla Asd Ala Salese come istruttore di elicotteri ultraleggeri per poi passare alla Avio Srl, società di Thiene, nel Vicentino, specializzata nel trasporto passeggeri, con base all’aeroporto Arturo Ferrarin. Il velivolo, che stava portando a Resana, nel Trevigiano, aveva smesso di dare segnali, probabilmente travolto dal maltempo sull'Appennino tosco-emiliano dopo il decollo avvenuto alle 9.30 da Lucca.

Nel 2017 incidente simile per azienda turca

Quattro dei sei manager morti nello schianto dell’elicottero in Appennino reggiano lavoravano per Eczacibasi, gruppo industriale turco fondato nel 1942 da omonima famiglia che possiede decine di società che spaziano dal settore farmaceutico a quello dei materiali per l’edilizia. Azienda che è stata protagonista in passato di un incidente simile a quello sul Cusna: nel 2017 otto persone tra passeggeri, tutti manager della Eczacibasi, e piloti, morirono su un elicottero caduto a Istanbul causa nebbia. A perdere la vita sul Cusna sono stati Serhat Kenar, direttore di progetti d’investimento per una società di prodotti di consumo della città di Manisa; Arif Cef, direttore di una fabbrica che produce carta ad Altinova; Ilker Ucak - il cui cognome significa 'aereò, direttore di progetti di investimento e Altug Erbil, direttore di fabbriche di prodotti di consumo del gruppo. Erano tutti dirigenti e si trovavano in Italia insieme a Bulent Eczacibasi, proprietario del gruppo, per un viaggio di lavoro, in occasione della fiera 'It's Tissuè a Lucca. Quest’ultimo, a quanto si apprende dalla stampa turca, è sconvolto per l’accaduto e sta seguendo le operazioni di ricerche e ormai di recupero dei cadaveri.

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