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Venerdì Santo con il capolavoro di Haydn

Gaetano D'Espinosa dirige la Filarmonica Toscanini. Intermezzi di don Sincero Mantelli

  • DATA - ORA INIZIO:18/04/2014 20:00
  • DATA - ORA FINE:18/04/2014 23:59
Venerdì Santo con il capolavoro di Haydn

 

II Dopo la «Via Crucis» di ieri sera, arriva la seconda proposta dedicata al periodo pasquale. Nel cuore dei riti della Settimana Santa, proprio la sera del Venerdì Santo alle ore 20.00, al Teatro Regio, Gaetano D’Espinosa sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini interpreterà il capolavoro sacro di Franz Joseph Haydn «Musica instrumentale sopra le sette ultime parole del nostro Redentore in Croce, ossiano Sette Sonate con una introduzione ed alla fine un terremoto».
A proclamare le frasi tramandate dai Vangeli che precedono ciascuna sonata sarà don Sincero Mantelli. L’opera fu commissionata dal marchese di Valdes-Inigo, canonico della Chiesa del Rosario di Cadice, nella Spagna meridionale, che chiedeva una musica da eseguirsi durante i riti del Venerdì Santo. Era infatti consuetudine che, nella cripta Santa Cueva, il vescovo celebrasse un ufficio in quel giorno con un’omelia nella quale si commentavano le sette frasi pronunciate da Cristo durante la sua agonia sulla Croce. Le sette Sonate, precedute da un’introduzione e seguite da un brano conclusivo che rievoca il terremoto che sconvolse il monte Calvario, furono composte nel 1786 e eseguite pubblicamente il 6 aprile 1787, Venerdì Santo.
Haydn considerò sempre quest’opera come uno dei suoi lavori migliori, tanto da curarne, per sopperire alle esigenze di amatori che non disponevano dell’orchestra, una trascrizione per quartetto d’archi, una riduzione per pianoforte e una versione per coro e orchestra su testo su testo rielaborato da van Swieten.
Un'introduzione Adagio e maestoso e una conclusione Presto e con tutta forza - il terremoto che sconvolse il Calvario, secondo il racconto del Vangelo di Matteo - incorniciano sette sonate in tempo lento, che commentano in musica le sette parole: «Pater, dimitte illis, quia nesciunt quid faciunt»,«Hodie mecum eris in Paradiso»,«Mulier, ecce filius tuus», «Deus meus, Deus meus, ut quid dereliquisti me?», «Sitio»,«Consummatum est», «In manus tuas, Domine, commendo spiritum
meum». All’inizio di ciascuna di esse l’editore Artaria fece inserire il testo delle sette parole sotto la parte del primo violino, per far concentrare gli esecutori sul significato della musica eseguita.
Essa delinea lo stato d’animo di Gesù, del buon ladrone, di Maria, Giovanni e dei crocifissori.
Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999, biglietteria@teatroregioparma.

 

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