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“Istruzioni per rendersi felici”

  • DATA - ORA INIZIO:05/02/2015 18:00
  • DATA - ORA FINE:05/02/2015 19:00
“Istruzioni per rendersi felici”

Il libro di Armando Massarenti, giornalista e scrittore, insiste, nonostante gli ovvi fallimenti del quotidiano, ad andare alla ricerca della felicità. Meccanismo fondamentale dell’esistenza, come scrive Siegmund Freud nel Disagio della civiltà che in questo volume (giunto alla IV edizione in pochi mesi) posto in termini positivi..

Il compito che si presenta all’uomo di oggi è quello di ricostruire un alfabeto e una grammatica dell’interiorità (titolo di un romanzo di Grossman) che è stata stravolta da una società che spinge ad affidarla a strumenti di relazione, un’ “esternalizzazione” del proprio essere individuale. Per ricostruire la grammatica dell’interiorità, diventa indispensabile rileggere le opere dei grandi filosofi, soprattutto quelli dell’antichità classica, il cui obiettivo, accanto a quello primario della conoscenza era la paideia, che forniva gli strumenti per gestire se stessi e la propria situazione empirica. Del resto per l’uomo occidentale la filosofia è, da Socrate in poi, la strada maestra per ricercare l’equilibrio interiore.

Come ci si mette in viaggio per questa ricerca? Il precetto fondamentale, pur con parole, metafore e riflessioni diverse è uguale per tutti: guardate dentro voi stessi. “In nessun luogo l’uomo trova un rifugio più sereno e tranquillo che nella sua anima”, insegna la filosofia stoica cui Massarenti è particolarmente affezionato: da Zenone a Seneca e Marc’Aurelio “Istruzioni per rendersi felici” rappresenta un percorso di lettura che attualizza e interpreta il pensiero dei filosofi.

Per darci una mano in questo viaggio “in interiore homine” , Massarenti segue il metodo di Seneca, dispensatore di pillole di saggezza all’amico Lucilio:“Si tratta di precetti salutari, simili a ricette di medicine utili di cui ho già sperimentato l’efficacia sulle mie piaghe”.
Ma è Lucrezio che offre il segreto per mettere in pratica questo precetto: coltivare lo stupore è il primo esercizio della saggezza.
Uno degli aspetti più interessanti del libro è il confronto continuo fra l’opera dei singoli pensatori e i risultati della ricerca scientifica soprattutto quella delle neuroscienze, e il risultato è una sostanziale coerenza fra il pensiero filosofico e gli studi degli scienziati.