Eventi

Pregare per l'Africa che soffre

  • DATA - ORA INIZIO:13/02/2015 20:30
  • DATA - ORA FINE:13/02/2015 21:30

Una veglia di preghiera per la pace in Africa, nel ricordo delle vittime di ogni fondamentalismo. La funzione è in programma venerdì sera alle 20,30 nella parrocchia di San Patrizio, in via Lanfranco, ed è promossa dall’Ufficio Migrantes e dall’Ufficio cooperazione tra le Chiese, insieme alla Caritas diocesana, missionari Saveriani e missionarie Saveriane, Gruppo Mission, Comunità di Sant’Egidio e alle comunità dei nigeriani e dei camerunensi presenti in città. «A Parma – spiega don Corrado Vitali, parroco di Baganzola e anima del Gruppo Mission - vivono migliaia di africani, tra cui diverse centinaia di nigeriani e camerunensi. Specialmente con loro e per loro la nostra diocesi vuole ritrovarsi per un momento di preghiera e di fraternità. Invitiamo quindi tutte le persone di buona volontà a partecipare alla veglia».
Negli stessi giorni del tragico attentato di Parigi infatti, sono stati compiuti in Nigeria e in Camerun dei massacri e rapimenti di civili innocenti, uomini, donne e bambini, colpevoli soltanto di vivere nella zona d’azione del terrorismo fondamentalista e di non volersi piegare alla sua ideologia di morte. «Secondo Amnesty International – prosegue don Vitali - le stragi compiute a Baga, in Nigeria tra il 3 e il 7 gennaio 2015 hanno fatto un numero altissimo di vittime (certamente diverse centinaia di morti, forse 2.000).
Nella regione del Camerun dove Boko Haram è presente, la gente è nel panico. La maggior parte è scappata verso l’interno e vi sono migliaia di profughi. Scuole, mercati, centri sanitari sono completamente chiusi». In Camerun sono presenti anche dei missionari Saveriani che porteranno la loro testimonianza durante la veglia. «I pochi missionari presenti – sottolinea don Vitali - possono andare in visita alle parrocchie solo ben scortati». Non solo la Nigeria e il Camerun ma anche il Niger e il Ciad sono alcuni tra i paesi che più spesso sono stati sulla cronaca di questi mesi e di questi giorni, per fatti di sangue del gruppo fondamentalista islamico Boko Haram. L.M.