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«Ivanov», l'uomo superfluo di Cechov a Teatro Due

Sabato e domenica la pièce dell'autore russo con la regia del pluripremiato Filippo Dini. In scena l'energia di nove attori

  • DATA - ORA INIZIO:14/02/2015 21:00
  • DATA - ORA FINE:14/02/2015 23:30
«Ivanov», l'uomo superfluo di Cechov a Teatro Due

Sfatiamo la convinzione che l’Ivanov di Cechov sia un testo noioso e polveroso. La noia, certo, è uno degli argomenti cardine della commedia, anzi, principalmente in tutta la sua produzione letteraria l’autore si è occupato proprio di questo: descrivere i modi più disparati che l’uomo escogita per sottrarsi alla noia, intesa come quell’attimo mortale in cui d’improvviso ci si ferma e si teme di non poter più ripartire. Certamente non tediosa sarà la messa in scena dell’Ivanov al debutto a Teatro Due sabato 14 febbraio alle 21 (con replica domenica alle 16).
Con la regia del giovane, e già pluripremiato, Filippo Dini lo spettacolo metterà in scena 9 attori traboccanti di vitalità (lo stesso Filippo Dini e Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Gianluca Gobbi, Orietta Notari, Valeria Angelozzi, Ivan Zerbinati, Ilaria Falini, Fulvio Pepe), personaggi portatori di un infuocato desiderio di resistere a quel sentimento, a quello spleen che li attanaglia.
Nei quattro atti in cui si dipana la storia di Ivanov, si alternano stili diversi e l’oscillazione dal tragico al grottesco conferisce grande ritmo a una vicenda dai toni tragici e beffardi.
Uomo superfluo, come si autodefinisce, Ivanov è un intellettuale tormentato che non riesce ad applicare le proprie energie alla vita e soccombe al proprio destino. Non ama più la moglie, Anna Petrovna, che per sposarlo ha abbandonato la propria famiglia e la religione ebraica, e assiste impotente alla sua morte per tisi, così come assiste senza agire alla decadenza irrimediabile della sua tenuta. Saša, giovane figlia di facoltosi vicini, lo ama da sempre e dopo la morte di Anna tutto è pronto per le nuove nozze. Ma per Ivanov non ci sarà scampo, vittima di sé stesso e del proprio destino.
In Ivanov si assiste all’ epilogo di una civiltà, impazzita a causa di un virus, quello incarnato dallo stesso Ivanov. Un male che «può essere letale - come ha affermato Filippo Dini – può portare alla perdita di ogni capacità vitale, alla morte della passione, dell’ entusiasmo; le nostre migliori qualità possono deperire a causa di questo virus fino a farci ammalare. Può spegnere la nostra capacità di sognare una vita più felice e più serena, la nostra voglia di ascoltare le persone che abbiamo intorno e che amiamo, il desiderio di comprendere i limiti dei nostri simili, l’ardore di amare senza condizioni e misura».
Cechov sembra esortarci tutti a confrontarci con il nostro Ivanov interiore. Ecco perché la sua morte, autoinflitta, sarà attesa per tutta la durata della pièce, perché per dirla con le parole dello stesso ?echov, “questa morte serve per cominciare nuove imprese”.
Info e prenotazioni: biglietteria@teatrodue.org, Tel. 0521/230242 – www.teatrodue.org.