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Nucci: «Verdi? L'ho sempre ascoltato fin da piccolo»

Il cantante in concerto sabato alle 18,30 a Sant'Agata, nella villa del Maestro. «Nessun compositore ha mai raggiunto la sua umanità»

  • DATA - ORA INIZIO:27/06/2015 18:30
  • DATA - ORA FINE:27/06/2015 20:30

di Giulio Alessandro Bocchi

Servirà a promuovere e a sostenere uno dei più importanti luoghi verdiani , probabilmente quello più vicino al Maestro dal punto di vista umano, il concerto di sabato alle 18,30 a Villa Verdi a Sant’Agata.
Accompagnato dall’Italian Opera Chamber Orchestra, ospite d’onore sarà il baritono Leo Nucci che si esibirà in un programma interamente verdiano dal titolo “La parola scenica”.

Qual è il suo primo ricordo legato a Verdi?
«L’ho sempre ascoltato in famiglia fin da piccolo. Mi ricordo soprattutto Rigoletto e a nove anni lo avevo cominciato a suonare in banda con il bombardino baritono. In seguito è scoppiato un amore vero, ma era già tutto dentro. Un amore legato non soltanto alla musica, ma anche al modo di vivere e alla trasmissione di certi valori. Sappiamo benissimo quanto sia stato importante per l’italianità. Negli ultimi dieci anni ho cantato quasi solo Verdi con qualche piccola eccezione come Gianni Schicchi, Pagliacci e quest’estate con “Il barbiere di Siviglia”, l’opera con la quale ho debuttato, ma si tratta di un’occasione particolare e si rifà la vecchia produzione».

Com’è cantare in un luogo tanto legato al Maestro?
«Quando mi è stato proposto questo concerto non mi sono tirato indietro. Al di là di tutte le retoriche, questa è veramente la casa che voleva Verdi. Ho avuto modo di conoscere anche la parte non turistica e ho scoperto cose incredibili che mi riportano al suo modo di vivere e di pensare. Spero che venga gente perché l’intento è proprio quello di rilanciare questa casa. Ho accettato di partecipare gratuitamente soprattutto per dedicarlo alla memoria di quest’uomo che mi ha dato tantissimo in termini umani, oltre al discorso della carriera e del repertorio».

Quali sono gli aspetti di Verdi che le sono più cari?
«Io condivido moltissimo il suo pensiero. Ha costruito una casa di riposo e un ospedale: questi sono gli aspetti più conosciuti, ma ci sono anche quelli meno noti come quello di cedere il terreno per il passaggio del treno o l’orgoglio col quale poteva scrivere in una sua lettera “dalle mie terre, le persone che lavorano con me non emigrano”. Sono questi alcuni degli aspetti che hanno permesso a Verdi di comporre quel tipo di musica che non era stata scritta prima e non è stata scritta più. Alcuni personaggi, in particolare quelli legati alla mia chiave , hanno un tale rapporto con l’umanità che non è mai stato uguagliato. Ci sono compositori che forse hanno scritto in modo più bello dal punto di vista musicale rispetto a Verdi, ma nessuno ha mai raggiunto la sua umanità. Anche i suoi personaggi femminili non sono eroine, ma donne che prendono decisioni importantissime. Non si va a vedere un’opera di Verdi: si vanno a sentire delle sofferenze umane, delle riflessioni di uomini. A Villa Sant’Agata questo si respira e si capisce il suo pensiero più che in ogni altro luogo».
Al termine del concerto sarà offerto un buffet con specialità tipiche. Le prenotazioni dei biglietti (80 euro) potranno essere fatte al telefono 0523/830000 o alla e-mail info@villaverdi.org.