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«I ballabili di Otello e Macbeth tra le pagine che ho scelto»

Domani alle 20 Bignamini dirigerà al Regio la Toscanini. Canteranno Fraccaro e Pertusi

  • DATA - ORA INIZIO:27/10/2015 21:00
  • DATA - ORA FINE:27/10/2015 23:30
«I ballabili di Otello e Macbeth tra le pagine che ho scelto»

di Lucia Brighenti

«Fa che la pace torni / Coi benedetti giorni, / E un mondo di fratelli / Sarà, la terra allor». Sono alcuni dei versi conclusivi dell’Inno delle Nazioni, musicato da Giuseppe Verdi su testo di Arrigo Boito nel 1862 per l’Esposizione Universale di Londra. Nell’anno di Expo Milano 2015, riveste un significato particolare l’esecuzione di questa cantata profana nel concerto che si terrà domani alle 20, al Teatro Regio di Parma. Il programma, che comprende altri brani tratti dalle opere di Verdi, sarà affidato al tenore Walter Fraccaro, al basso Michele Pertusi, alla Filarmonica Arturo Toscanini e al Coro del Teatro Regio di Parma diretti da Jader Bignamini.
Ormai noto a Parma – dove già ha diretto Simon Boccanegra e La forza del destino – Bignamini mette in rilievo il messaggio pacifista dell’Inno delle Nazioni: «Verdi unifica tre inni nazionali (francese, inglese e italiano) in un’unica melodia. – spiega – Quello di Boito è un testo ateo: più che un inno delle nazioni è un inno alla pace, alla bellezza e alla voglia di vivere. Più all’avanguardia di così...».

Come vengono amalgamati i tre inni?
«Vengono prima presentati singolarmente, poi c’è una fuga sulle tre melodie e il finale assomiglia al trionfo in Aida: l’orchestra e il coro suonano e cantano in fortissimo, il tenore sembra un Radames che inneggi alla gloria del mondo».

Anche il resto del programma è in qualche modo legato all’Expo, in che modo?
«Abbiamo pensato di privilegiare il Verdi “straniero”, scegliendo i ballabili di Otello e Macbeth, nati per Parigi in ossequio alla forma del Grand Opéra, e un’aria dalla Forza del destino nella prima versione, quella scritta per San Pietroburgo. La sinfonia e il coro “Gli arredi festivi” dal Nabucco sono la parte più popolare e più legata all’Italia del programma».

Quali le caratteristiche della musica di Verdi scritta per la danza?
«Si tratta di brani molto viruosistici, veri e propri pezzi sinfonici, specie se parliamo dei ballabili in Macbeth, a dimostrazione che Verdi sapeva scrivere molto bene e conosceva il contrappunto».

A proposito di esposizione universale, pensa che la musica abbia avuto abbastanza spazio nell’ambito di Expo Milano 2015?
«Ho vissuto l’Expo con la mia Orchestra, La Verdi di Milano. Il problema non è quanta musica è stata fatta, quanto il legame tra eventi musicali e l’Esposizione, che non è stato strutturato nel migliore dei modi. All’inizio doveva essere realizzato un auditorium all’interno del sito espositivo, ma il progetto non è andato in porto. I visitatori difficilmente si spostano in centro a Milano per andare a sentire un concerto. Questo ha fatto sì che i teatri e i concerti fossero spesso mezzi vuoti, un dato uscito anche sui giornali. Un peccato, sarebbe stato bello offrire ai visitatori un prodotto musicale italiano».

Per informazioni e biglietti per il concerto, inserito nel Festival Verdi: biglietteria del Teatro Regio di Parma, via Garibaldi, 16/A, tel. 0521 203999, biglietteria@teatroregioparma.it, www.teatroregioparma.it.