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In cielo con il sax di Mark Turner

  • DATA - ORA INIZIO:04/11/2015 20:30
  • DATA - ORA FINE:04/11/2015 23:59
In cielo con il sax di Mark Turner

Approda stasera alle 20.30 alla Casa della Musica di Parma uno degli artisti più attesi di ParmaJazz 2015: Mark Turner con il suo sax e con il suo Mark Turn Quarter (Avishai Cohen alla tromba, Joe Martin al contrabbasso e Obed Calvaire alla batteria). Insieme per presentare «Lathe in Heaven», la nuova fatica discografica di questo che è, ad oggi, uno dei sassofonisti più amati ed ammirati della sua generazione, famoso per la sua intima espressività su tutta la gamma del tenore. «Lathe of Heaven», album con cui fa il suo debutto da leader per la Ecm, fa seguito a quelli con il collettivo Fly in compagnia di Larry Grenadier e Jeff Ballard, e ad altre apparizioni su registrazioni Ecm come quelle di Billy Hart, Enrico Rava e Stefano Bollani.
In questo progetto musicale, Turner conduce un quartetto di spiriti affini, intrecciando spesso delle lunghe linee serpentine con la stella nascente della tromba Avishai Cohen, entrambi supportati da una agile e potente sezione ritmica composta dal bassista Joe Martin e dal batterista Marcus Gilmore. «Lathe of Heaven», prodotto da Manfred Eicher ai New York Avatar Studio nel giugno del 2013, ha una veduta di ampio respiro, caratteristica del lavoro di Turner che, come al solito pone un occhio di riguardo alla melodia. C’è anche un alone misterioso nell’album, una qualità di paziente narrazione posta all’interno delle composizioni. All’interno dell’album si notano allusioni alla letteratura ed alle relazioni chiave per la personalità musicale di Turner. Il titolo dell’album ad esempio fa riferimento all’omonimo romanzo di fantascienza del 1971 di Ursula K. Le Guin. Inoltre sono presenti allusioni gestuali a Miles Davis e Wayne Shorter, così come a Stevie Wonder. Uno dei punti salienti dell’album è «Year of the Rabbit», che riprende in maniera sottile la title track dell’album di Fly del 2012 «Year of the Snake». Ed ancora il pezzo di chiusura di «Lathe of Heaven», il melodicamente tormentato «Brother Sister», non è altro che una nuova versione più estesa di un pezzo già ascoltato in precedenza su quell’album. Come in Fly, anche il Mark Turner Quartet non presenta alcuno strumento cordale. L’assenza del pianoforte o della chitarra permette alla musica di estendersi, dandole una seducente spaziosità, ma come sottolinea Turner, questo ha anche le sue esigenze: “Permette una certa libertà, ma allo stesso tempo mette più responsabilità su ogni musicista. Con una band come questa, bisogna porsi delle restrizioni - armonicamente, ritmicamente e in termini di suono - porre dei solidi punti fermi a livello musicale».
Mark Turner, nato a Fairborn, Ohio, nel 1965, ha iniziato a suonare il clarinetto a 9 anni per passare successivamente al contralto, e quindi al tenore da adolescente.
Informazioni sul sito della rassegna, quest'anno giunta al ventennale: www.parmafrontiere.it.