Eventi

Fabrizio Bosso con Julian Olivier Mazzariello

  • DATA - ORA INIZIO:14/11/2015 20:30
  • DATA - ORA FINE:14/11/2015 23:59
Fabrizio Bosso con Julian Olivier Mazzariello

Parte stasera L'Autunno Musicale Mezzanese, giunto al suo quindicesimo anno di vita e promosso da MezzaBanda insieme al Comune di Mezzani. Alle 20,30, alla sede della Meverin in Strada della Pace 36 (nella frazione Casale di Mezzani), inizierà il primo dei sei incontri a ingresso gratuito proposti dalla rassegna. L'onore di aprire la serie di appuntamenti è spettato ad un trombettista jazz stimato e conosciuto come Fabrizio Bosso che stasera si esibirà in duo con Julian Oliver Mazzariello, col quale collabora nel progetto «Tandem».
Come si è avvicinato alla musica?
Tramite il papà e il nonno. Anche mio padre è trombettista e anche se non lo ha mai fatto come professione ha sempre suonato nella banda e in orchestra. Mio nonno e mio zio, invece, erano batteristi. C'erano, insomma, tanti musicisti in famiglia. In casa si ascoltava jazz e anche le canzoni dei cantautori.
È stato quindi normale cominciare a suonare la tromba... Per imitazione è stato naturale avvicinarmi alla tromba. Poi mi sono innamorato di questo strumento e da lì è partita tutta la storia.
Dopo gli studi «classici» in conservatorio, ma come è avvenuto il passaggio al Jazz?
Ho iniziato a suonare ascoltando fin da piccolo la musica jazz. Quando preparavo le lezioni «classiche» il mio svago era proprio suonare jazz e improvvisare sui dischi di vinile: non soltanto quelli jazz, ma anche sulle canzoni di Mina e della Vanoni. È stato proprio quello il mio primo approccio all'improvvisazione ed è avvenuto negli anni del conservatorio. Poi dopo i quindici - sedici anni, dopo il diploma, ho capito che volevo approfondire il linguaggio jazzistico. È stato un passaggio naturale e a Torino c'era già un bel fermento e ho avuto l'occasione di imparare molto anche soltanto suonando con musicisti più grandi di me che mi hanno fatto un po' da maestri.
Qual è il tratto che contraddistingue la sua musica?
Le note che scelgo, innanzi tutto, sono le mie, ma anche quando suono uno standard, che si sente da anni ed anni, dal momento che esce dalla mia tromba e dalle mie intenzioni, avrà una mia caratteristica personale, nel bene e nel male.
Che concerto proporrà a Mezzani?
Saremo in «tandem» con Julian Oliver Mazzariello, pianista anglo-salernitano. È una formazione che ormai gira da tre anni e abbiamo fatto anche un disco dove sono ospiti Fabio Concato e Fiorella Mannoia. Portiamo in giro questo progetto e ci divertiamo un sacco. Il bello del duo è proprio il fatto di poter sfruttare tutte le dinamiche degli strumenti: si può suonare dal pianissimo al fortissimo. Poi Julian è un musicista straordinario con una grande solidità. È un concerto con una grande varietà dinamica.
Come è iniziata la collaborazione con Mazariello?
Io e lui suonavamo insieme già quindici anni fa. Lui poi ha dovuto smettere per alcuni anni, ma quando ci siamo ri-incrociati abbiamo ripreso la collaborazione e lui suona anche nel mio quartetto.