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Il '900 secondo Marchetti

  • DATA - ORA INIZIO:20/11/2015 18:00
  • DATA - ORA FINE:20/11/2015 19:30
Il '900 secondo Marchetti

di Claudio Magris

Pubblichiamo la prefazione di «Testi e pretesti» intitolata «Affascinanti insidie» e scritta dal grande scrittore e germanista.

E' tra queste che si muove, un Ulisse tra le sirene, Giuseppe Marchetti. In questo libro, un libro forte e sottile, pieno di comprensione e di nerbo, di cultura e di freschissimo intuito - Giuseppe Marchetti fa i conti a fondo con la verità e con la menzogna o l'equivoco della letteratura, con le sue seduzioni e i suoi trucchi, col significato fondamentale che essa ha per la vita d iun individuo, di una società, di una nazione. Poco sapremmo del mondo se non ce lo raccontasse la letteratura, ha detto Sciascia. Proprio per questo è così importante conoscere, capire, far proprio il senso - spesso così ambiguo e sfuggente - della letteratura. Fraintendere la letteratura implica una pericolosa regressione, perché significa fraintendere la vita del mondo cui si appartiene, significa peggiorare la vita che si condivide con gli altri. Leggere a modo giusto D'Annunzio apre gli occhi su essenziali e drammatiche verità sociali ed esistenziali; leggerlo male vuol dire incrementare l'arretratezza e la barbarie. Amare è la premessa indispensabile di ogni cosa, di ogni valore e di ogni comprensione. Ma si può anche amare male, provocando disastri. Perciò la critica è così importante; contribuisce a formare scrittori e dunque persone, cittadini, aiutandoli ad affrontare il cammino, spesso incomprensibile, della vita. I grandi critici hanno fatto e fanno questo; sono dei fratelli maggiori dei lettori, che non si ritengono superiori ad essi ma compagni del loro cammino, che non è solo di letteratura, ma anche di vita. Giuseppe Marchetti è uno di questi critici, di uesti fratelli cui dobbiamo tante illuminazioni sulla nostra realtà e su noi stessi. Un Virgilio, che conduce per mano chi attraversa la selva selvaggia aspra e forte dell'esistenza. Non credo abbia molto senso fare paragoni, ma un nome che, leggendo i saggi e gli articoli di Marchetti, mi viene alla mente, è quello di Pietro Pancrazi, per la comune maestria e umanità con cui - ognuno con la sua particola sensibilità a parte la diversità delle epoche - accompagnano, guidano il lettore (riconoscendogli peraltro piena e pari dignità di giudizio) nei labirinti della letteratura e dunque della realtà. In questo senso non è un caso che anche Marchetti scriva su un giornale, su un quotidiano, su quei fogli che entrano in casa e portando le notizie del mondo. Il giornale, in questo senso, ha esercitato una grande funzione, proprio perché ha fatto toccare con mano - già nella vicinanza dell'impaginazione - la contiguità della letteratura con tutte le vicende e i problemi della realtà. Difendere questa funzione del giornale è oggi importantissimo ed è questo - anche questo - che fa Giuseppe Marchetti. Lo fa in un giornale che è una delle voci più limpide, più signorili, più composte dell'attuale dibattito culturale. La «Gazzetta di Parma» è la voce di un'Italia più affidabile, meno sfigurata dall'involuzione barbarica di questi anni e decenni, che hanno visto sparire ogni decenza civile. Forse i giornali di media dimensione e diffusione, proprio perché meno incalzati da pressioni, hanno un po' più di respiro nelle loro scelte, nelle loro libertà, e restituiscono questo respiro al lettore. Parma con la sua letteratura e con la sua atmosfera, è un cuore di questa Italia e non è un caso che sia al centro di questo libero. Respiro è libertà e la penna di Giuseppe Marchetti dà questa libertà, nella sua assoluta indipendenza di giudizio e in una inconfondibile simbiosi di fermezza e levità. Il suo libro è una vera - libera e originale, mai volutamente ricercata o eclatante - storia del Novecento letterario italiano. Prosatori e poeti, movimenti e scuole, grande storia e piccoli dettagli rivelatori, varietà di linguaggi e regioni, scorci prospettici che illuminano in modo nuovo autori maggiori o minori. In questo libro c'è l'adorabile varietà dell'Italia, la sua unità variegata; il libro è anche una strada per attraversare questa Italia, percorrendola nelle sue strade maestre e nei viottoli che se ne dipartono, nascosti ma sesso incantevoli. Parma è una capitale spirituale di questa Italia insieme universale e di provincia, con i suoi umori, i suoi peccati, le sue felicità. Questo libro rigoroso, che non fa alcuno sconto a nessuno, è un libro d'amore, di quel vero amore che è sempre anche severo, perché un vero amore aguzza la vita ed è sempre esigente. Un libro sul Novecento, sul nostro Novecento che, a dispetto di date e calendari, non è detto sia finito.

Testi e pretesti

di Giuseppe Marchetti

Diabasis, pag. 210, euro 19,00