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I cavalieri con la chitarra, storie e leggende del rock

  • DATA - ORA INIZIO:16/05/2016 18:00
  • DATA - ORA FINE:16/05/2016 19:00

di Pierangelo Pettenati

La chitarra elettrica è lo strumento simbolo del rock, e del rock i chitarristi sono da sempre gli eroi immortali. Più ancora dei cantanti. A quattro di loro, Max Stèfani ha dedicato il volume «I 4 cavalieri dell’Apocalisse»» che sarà presentato domani alle 18 alla libreria Feltrinelli di via Farini.
L’elenco dei chitarristi leggendari è molto lungo e la scelta di dedicarsi solo a quattro di loro è più personale che musicale. Perché la figura del musicista rock, e del chitarrista in particolare, è spesso qualcosa che va oltre la tecnica, la composizione, i riff; l’immagine, lo stile di vita, i ricordi personali, le emozioni sono fattori extramusicali che hanno un’enorme influenza. E così, la scelta di Stèfani è caduta su quattro celeberrimi chitarristi inglesi: in ordine alfabetico Jeff Beck, Eric Clapton, Peter Green e Jimmy Page. Curiosamente, tre di loro sono accomunati dall’aver militato nella stessa band, gli Yardbirds, ognuno in sostituzione dell’altro. Il primo fu Clapton («Perbenino, attento a non sporcarsi, pieno di dubbi», come viene descritto nell’introduzione), sostituito da Beck («Egocentrico, pazzo, imprevedibile, inaffidabile, geniale»). Infine Page («Gigione, presuntuoso, calcolatore, tirchio, probabilmente con una leggera forma di autismo»), che dalle ceneri del gruppo fece rinascere una fenice chiamata Led Zeppelin...
Peter Green («Sempre a combattere con i suoi fantasmi, fosse la famiglia ebrea o Dio, e all’ultimo con la schizofrenia») è stato invece il chitarrista dei primi Fleetwood Mac, quando facevano blues forse meglio di tanti americani.
Potrebbe sembrare anacronistico o ridondante pubblicare un libro su musicisti dei quali, in 50 anni, è stato detto e scritto di tutto, ma questo è un volume bello e ricco come pochi. D’altronde, Max Stèfani è da sempre ben più di un semplice giornalista musicale: ha fondato Il «Mucchio Selvaggio» (la più autorevole rivista musicale - e non solo - italiana) e come editore ha creato «Rumore», «Chitarre», «Duel/Duellanti» (rivista di cinema) e il sito Rockol.it dicendo sempre quel che pensava. Il che è sicuramente un pregio e un modo per acquisire autorevolezza, ma non la miglior strada per circondarsi di amici.
«I 4 cavalieri dell’Apocalisse» è un affascinante libro di storia su un periodo, musicale e sociale, unico e irripetibile; a presentarlo sarà lo stesso Stèfani, accompagnato dal chitarrista Leo Boni e intervistato da Francesco Monaco, caposervizio degli spettacoli della Gazzetta di Parma.