Eventi

«Un padre, una figlia»: interrogativi morali nel film di Mungiu

  • DATA - ORA INIZIO:24/08/2016 21:15
  • DATA - ORA FINE:24/08/2016 23:00
«Un padre, una figlia»: interrogativi morali nel film di Mungiu

Habitué del Festival di Cannes, Cristian Mungiu va sempre a premio. Nel 2007 vinse la Palma d’oro con «4 mesi, 3 settimane, 2 giorni». Nel 2012 si aggiudicò il premio per la migliore sceneggiatura con «Oltre le colline». Lo scorso maggio si è portato a casa il premio per la miglior regia (ex-aequo con Olivier Assayas per «Personal shopper») con «Un padre, una figlia». Il film del più importante regista romeno verrà proiettato stasera, in anteprima, all’arena estiva del cinema Astra alle 21.15. L’uscita ufficiale nei cinema italiani è prevista per il 30 agosto.
Mungiu sceglie, come protagonisti, un medico di una cittadina della Romania e la figlia studentessa, che si accinge a diplomarsi in vista di un imminente (e programmato) trasferimento in Inghilterra per frequentare l’università. La mattina prima degli esami la ragazza, però, subisce, nelle vicinanze della scuola, una brutale aggressione: tutto per lei cambierà. Il medico ha sempre sognato per la figlia «un futuro migliore»: trasparente ed onesto sul lavoro, ha portato avanti per anni un matrimonio controvoglia, solo ed esclusivamente per il bene della ragazza e per darle la possibilità di studiare.
Mungiu si interroga nuovamente sulle contraddizioni del proprio Paese, nel quale i rapporti tra le persone sono, anche per un retaggio del passato, viziati da segreti, compromessi, scorciatoie. La morale del medico viene messa fortemente in discussione: cosa si è disposti a fare per l’amore nei confronti di una figlia? Ma anche: è giusto che un adulto possa decidere il futuro di un giovane, anche se quest’ultimo è sangue del suo sangue? Possono le aspettative dei genitori condizionare le scelte dei figli? Il trailer di «Un padre, una figlia» ha il ritmo di un thriller: questo dramma d’autore ha fatto breccia nel cuore dei critici sia per il finale intenso sia per quella che è stata definita, da più parti, «una magistrale indagine psicologica».