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Dialoghi sul paesaggio 4 Giulio Iacoli - Vittorio Ferorelli

  • DATA - ORA INIZIO:10/09/2016 17:00
  • DATA - ORA FINE:10/09/2016 20:00
Dialoghi sul paesaggio 4 Giulio Iacoli - Vittorio Ferorelli

Sabato 10 settembre, ore 17 - CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Sala Polivalente
Abbazia di Valserena, Parma

Il quarto appuntamento dei Dialoghi sul Paesaggio, organizzati in occasione della mostra Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia, e del trentennale da Esplorazioni sulla Via Emilia, la grande impresa di descrizione concepita e diretta da Luigi Ghirri, Giulio Bizzarri, Gianni Celati nel 1986, affronta un nodo centrale della descrizione del paesaggio, della sua stessa concezione.

Gli incontri precedenti hanno visto testimonianze su quella straordinaria stagione della fotografia italiana (una lectio magistralis di Giovanni Chiaramonte), aspetti poco noti del rapporto tra l’opera di Luigi Ghirri e la musica (Raffaella Perna ne ha parlato dialogando con Paolo Barbaro), e sul complesso rapporto tra descrizione geografica, documentazione, immagine fotografica e percezione del paesaggio (in un dialogo tra il geografo Davide Papotti e il fotografo e artista Mario Cresci).

Nell’incontro di sabato 10 settembre si confronteranno Giulio Iacoli, docente di Critica Letteraria e Letterature Comparate presso l’Ateneo di Parma e Vittorio Ferorelli, scrittore e giornalista, caporedattore della rivista IBC.
E’ noto che il rapporto tra letteratura e immagine fotografica fu uno dei nodi più fecondi delle ricerche che nella seconda metà degli anni Ottanta portarono, a partire proprio dal paesaggio emiliano, a una ridefinizione dell’immagine e dell’immaginario del paesaggio. Dal rapporto tra Luigi Ghirri e Gianni Celati uscì un approccio nuovo al descrivere, sia per la scrittura di Celati –definito allora da Ghirri come l’unico vero scrittore Beat italiano- che per la narrazione per immagini di Ghirri, ricordato da Celati nella sua autobiografia in 2000 battute come responsabile di una svolta salvifica nella sua opera letteraria.

Di questa vicenda, e degli sviluppi ulteriori di quell’intreccio tra scritture parleranno quindi Iacoli e Ferorelli, figure particolarmente qualificate per affrontare il tema: il primo come studioso di letteratura attento ai temi della geografia culturale, autore di saggi sulla letteratura più attenta ai temi della descrizione come atto creativo (Buzzati, Perec, Queneau, Celati), il secondo come giornalista da sempre attento ai temi odeporici, del viaggiare, viaggiatore e scrittore lui stesso, propugnatore di una esperienza diretta di quel diffuso bene culturale che è il paesaggio, del quale la scrittura è estensione lirica.

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