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La Quintavalla racconta le sue «Vitae»

Tra memorie e viaggi, il primo libro di narrativa della poetessa parmigiana

  • DATA - ORA INIZIO:07/03/2017 18:30
  • DATA - ORA FINE:07/03/2017 20:00
La Quintavalla racconta le sue «Vitae»

di Remo Curi

Ha scritto recentemente Alfonso Berardinelli - in un articolo intitolato «La rinascita dei troppi poeti» - che l'ondata di poesia sul web - sui social in particolar modo - trainata da film come «Il giovane favoloso» che riporta in scena l'icona leopardiana o «Paterson» con l'autista di bus innamorato dell'opera di William Carlos Williams, ma pure la frenesia nelle redazioni editoriali (dove nascono nuove collane, come quella della Elliott diretta da Giorgio Manacorda) sono in realtà solo la punta di un iceberg capovolto. Tanta pseudo poesia esibita dovunque negli «sfogatoi» virtuali non significa altro che un luogo alieno dalla vera poesia. Ci piace agganciarsi alla provocazione di Berardinelli parlando di un poeta vero come Maria Pia Quintavalla che torna in libreria con un libro di prose cariche di poesia. «Andare passeggiando entro gli anni della propria vita, lo sa fare un diario, il narrare, il prosieguo della prosa. Quando si va a capo, con la poesia, si rendono anche stacchi e silenzi, si conchiude, e i frammenti sono liberi o meno di tessersi in immagine o micropoemi. È già stato fatto, in quella tensione all’opera nei miei nove libri di poesia. Qui: a cominciare da un cuore sconosciuto, l’io sparisce e riaffiora. C’è una vera biografia, come sono storie vere, tutte le altre». E' la Quintavalla stessa a raccontarsi, a indicare la genesi di «Vitae. Racconti» (ed. La Vita Felice) che sarà presentato martedì alla Feltrinelli, ore 18,30, dalla stessa autrice con Giuseppe Marchetti, autore della prefazione e Stefania Provinciali. «Poi: documenti, da luoghi e tempi; i ritratti di poeti amati e conosciuti e una sezione da China in prosa. Importante sia che le visioni e i racconti più classici, dalla volontà di precisione all’afflato, a volte metafisico, a volte irriverenti, lascino affiorare la grazia che la prosa persegue, e consente, medium di un viaggio che auguro intrigante», conclude Quintavalla.
Una scrittrice, Maria Pia - parmigiana nelle radici, ma milanese di adozione - che si narra senza pudori, attraversando un'esistenza piena, un libro di memorie vivo, sullo sfondo di una società letteraria che si è andata sfaldando nel tempo. Un libro di incontri e di perdite, giocato sullo scambio continuo dei ruoli, tra un io assoluto e un mondo circostante dominato dalla brama di conoscenza. «Che queste pagine siano “prose”, o brani di romanzi, o segmenti di viaggi, di ricordi, di passioni vissute, di sperimentazioni fallite e poi lungamente e affettuosamente gestite dalla memoria, poco importa. - scrive Marchetti - Siamo di fronte a un libro composito che non soffre comunque di fronte a un possibile disegno di romanzo vissuto e di formazione, dove i due termini si sovrappongono perfettamente. Maria Pia Quintavalla giunge ai termini della propria storia con lo sparire e il riaffiorare dei ricordi, in un’atmosfera autobiografica che, se da un lato ricorda certe pagine di Anna Maria Ortese, dall’altra governa una scompigliata e irrefrenabile vena poetica, risucchiante il diario e gli amori vissuti (quelli letterari e non letterari), i viaggi e le soste, i desideri, una profonda e consapevole voluttà di vivere e di viversi, i rapporti familiari e infine una segreta pietà verso cose, luoghi e persone che il passare degli anni ha rivitalizzato fino alla fiamma dell’identificazione intera. Una vita intensa, quella di Maria Pia, già così ampiamente documentata sul versante poetico, persino – a tratti – invasata da una contemplazione furiosa, se è vero che «Troppo genio, mi dicevano le amiche, e io per svincolarmi e mostrare che non ero soggiogata, mi ribellavo a parole, e nei fatti, iniziando una serie di contenziosi con lui per scagionarmi dell’essere già rapita, e imbambolata dall’amore». Ecco: il centro delle varie vicende sta in questa parola magica che accompagna l’autrice lungo tutto il corso del libro.
Vitae
di Maria Pia Quintavalla
La Vita Felice, pag. 205, 13,00