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Pulga, il partigiano in camicia nera raccontato in un libro

  • DATA - ORA INIZIO:22/04/2017 18:00
  • DATA - ORA FINE:22/04/2017 19:00
Pulga, il partigiano in camicia nera raccontato in un libro

E’ una storia che racconta la grande storia: la vita e la morte di un ragazzo di 25 anni passato attraverso il fascismo e la resistenza. Una tragedia del ‘900, una riflessione sull’amore per la patria, la giovinezza, il tradimento e il coraggio.
Protagonista del libro “Il partigiano in camicia nera” (edizioni Chiarelettere, 16 euro) è Uber Pulga, fascista pluridecorato fino alla Repubblica sociale, poi traditore di Salò, partigiano, per alcuni un infiltrato, fucilato dai repubblichini a Gaione, il 24 febbraio del 1945. Un ragazzo di 25 anni che morì gridando: “Viva l’Italia!”.
La storia vera, la sua vita al limite, esagerata nei successi e nelle cadute, è diventata un avvincente romanzo, scritto da Alessandro Carlini, giornalista dell’Ansa. Il libro sarà presentato sabato alle 18, alla libreria Diari di bordo, in borgo Santa Brigida. Sarà presente lo scrittore.
174 pagine che ricostruiscono una dolorosa vicenda familiare, uscendo dal solco soggettivo per entrare nel passato del nostro Paese. Attraverso le parole del nonno e di altri testimoni – tra cui il parroco parmigiano don Augusto Sani che confessò Uber prima della fucilazione - , Carlini disegna la storia di una giovinezza entusiasta e bruciata, racconta le illusioni di gloria, l’adesione agli ideali di patria e poi il rovescio della medaglia, la disillusione, la solitudine e il rimorso.
Chi era Uber Pulga? “Il suo nome compare fra quelli del Caduti della liberazione e quelli della Repubblica sociale. – scrive Carlini nell’introduzione – A Mantova, dov’è nato e nel cui cimitero ora riposa, una lapide lo ricorda come partigiano. Nei libri della pubblicistica fascista è considerato un caduto repubblichino. In provincia di Parma il suo nome è fra quelli dei disertori fucilati dalla Rsi per aver scelto di unirsi alla Resistenza. Secondo me Uber Pulga è un esempio di quella zona grigia buona degli ex fascisti che hanno deciso convintamente di dare il loro contributo alla fine della guerra e del regime”.
Un libro avvincente che mette in discussione certezze e pregiudizi, senza mai salire in catte-
dra, armato solo dal desiderio di capire e dalla ricerca della verità. a.m.f.