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Tra sport e destino, Buffa e «Il rigore che non c'era»

  • DATA - ORA INIZIO:06/05/2017 21:00
  • DATA - ORA FINE:06/05/2017 23:40
Tra sport e destino, Buffa e «Il rigore che non c'era»

Il Teatro Nuovo di Salsomaggiore continua la sua stagione con una prestigiosa “prima”: sabato 6 maggio infatti va in scena sul palco salsese il debutto nazionale del nuovo spettacolo di Federico Buffa, «Il rigore che non c’era».
Il più originale storyteller italiano della sua generazione riprende la sua avventura teatrale, con la regia di Marco Caronna - sul palco anche Alessandro Nidi e Jvonne Giò - con un testo che parte da storie sportive per diventare poi un affresco storico, poetico, musicale.
“Il rigore che non c’era” è quell’evento, magari improvviso, che ha cambiato la storia di una partita, è quella metafora, magari improvvisa, che ha cambiato la storia di una vita. Ci sono quasi sempre due porte da aprire, una scelta diversa da fare, e quasi sempre non si ha molto tempo per capire quale sia la decisione giusta.
Così Buffa fa vivere personaggi che si sono trovati ad un bivio, davanti ad una scelta, condannati a raccontare e a raccontarsi.
La scena suggerisce un luogo non identificabile nel tempo e nello spazio, una sorta di studio radiofonico che poi si trasformerà in ring, in simbolico sud degli Stati Uniti, in campo da calcio. Il giornalista/narratore inizia così il suo percorso, che passa dalla storia di Muhammad Alì a George Best, da Leo Messi al grande Torino. Stavolta sceglie anche di interagire con musica e parole, di dialogare con uno strampalato attore, di punteggiare di musica il suo racconto. Sullo sfondo, un palazzo, due finestre dalle quali compare una sorta di angelo, custode e disincantato, che canta, accompagnata dal pianoforte.
E le canzoni si mischiano alle parole, il palco diventa un posto da cui Buffa non sembra più potersene andare, un luogo di passaggio terra di racconto.
E racconta anche di storia recente, anche di tutti quei momenti in cui una scelta di un secondo ha cambiato il corso delle cose… Se Muhammad Alì da ragazzino non fosse andato in palestra a sfogare la sua rabbia? Se Il Grande Torino avesse viaggiato verso Malpensa e non verso Superga, come dall’iniziale piano di volo?
Le storie si intrecciano, con la capacità di Buffa di far tornare tutti i conti, di riallacciare tutti i fili, l’affresco si compie ed ha precisa forma teatrale.
Per informazioni www.teatronuovosalsomaggiore.it