Eventi

Giorgio Belledi e la trascrizione teatrale da Joyce

  • DATA - ORA INIZIO:11/05/2018 16:30
  • DATA - ORA FINE:11/05/2018 19:00

Venerdì alle 16,30, alla Casa della Musica, presentazione del libro «I sogni di Bloom» (Diabasis), trascrizione teatrale di Giorgio Belledi dall’Ulisse di James Joyce curata da Stefania Cavazzon: saranno presenti, oltre alla Cavazzon, Michele Guerra, Luigi Allegri, Giuseppe Marchetti, Mauro Massa. Pubblichiamo un estratto delle testimonianze presenti nel testo, quella dello scenografo Carlo Savi

Negli spettacoli di Giorgio Belledi tutto partiva da una profonda umanità culturale che via via si trasfigurava, prova dopo prova, in un lieve sipario trasparente incastonato in un ideale boccascena fatto di sensibilità, vera amicizia, collaborazione costruttiva, creatività e sottile acuta critica sociale.
Vidi accadere ciò dal nostro primo incontro di lavoro che divenne il nostro primo successo, sulle polverose tavole del palcoscenico al Teatro Regio, L’arcadia in Brenta di B. Galuppi nella stagione lirica 1979/1980.
Palcoscenico “nostrano” delle tante regie che Belledi realizzò, a cui provvide con qualche sapiente spolverata, o meglio ancora, ramazzata, per spogliarlo di quello strato sedimentario di provincialismo culturale e sociale.
Per questo sono certo abbia lasciato un vuoto nel gran teatro del mondo e nei teatri della sua città, Parma.
Il suo pubblico e non, la società, hanno perso molto non avendo più la possibilità, l’occasione di godere delle sue messe in scena, di applaudirlo per quella realtà/poesia che trasmetteva nei suoi allestimenti, nelle sue regie ricche di imprevedibili critiche ironiche intorno ai contesti rappresentati.
Allestimenti, visioni, creazioni che a volte sembravano fatti di poche cose, pochi elementi scenici, in vero, di un’essenzialità dietro cui si nascondeva una grande forza evocativa, l'invenzione magica e poetica del teatro, appunto.
Tutto era già approntato nei suoi grandi libri di regia, in cui preparava, in grande cura e approfondimento, ogni aspetto del testo o dello spartito musicale dell’opera; con zelo e sapienza vi poneva le basi dello spettacolo e tutto il cast lo seguiva attentamente sino al debutto.
La sua guida, che trasudava apparente semplicità, era autentico racconto, lirica teatrale, coacervo di passioni, amori, drammi e Giorgio, con grande tecnica, proprietà di linguaggio, forte dei segreti di un abile, colto maestro, fra le quinte dirigeva, tirando le corde da un ideale ballatoio, sempre con un’attenta, ironica visione del mondo e della società, anche di quella contemporanea.
Il teatro di Giorgio Belledi era pedagogico e sociologico ma anche permeato da viva e sensuale visione di un sorprendente macrocosmo, vivace, briosa e ritmica, sfociante in un moto di umana allegria e alla fine di divertissement per il pubblico.
Così è stato sempre nella nostra viva e straordinaria collaborazione fino al nostro ultimo spettacolo il Don Pasquale di G. Donizetti (1983).