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“Sulle impronte di Buster Keaton”: la "prima" del corto dei ragazzi di Circolarmente

  • DATA - ORA INIZIO:03/06/2018 21:15
  • DATA - ORA FINE:03/06/2018 23:00

Sarà proiettato  domenica 3 giugno alle  21,15 - ingresso libero - nel salone polivalente del Corpus Domini il corto “Sulle impronte di Buster Keaton”, ispirato ai grandi del cinema muto e realizzato dal gruppo adolescenti di Circolarmente. Il progetto ha visto il supporto di Officina Arti Audiovisive attraverso la formazione di alcuni ragazzi e il supporto tecnico nelle fasi di ripresa e montaggio di Marco Pissard (www.madframevideo.com).

Il progetto:

"Coinvolgere e stimolare artisticamente ragazzi adolescenti , affinché possano sviluppare un nuovo modo di comunicare, aprendosi agli altri e alla vita. Questa è la sfida che ogni anno come gruppo educativo ci poniamo.
La ricerca della chiave, per aprire in loro la porta dell’entusiasmo è alla base del nostro lavoro.

Come sempre la chiave ci viene offerta direttamente dai ragazzi, basta osservarli, impossibile non accorgersi quanto siano accattivanti per loro le nuove tecnologie…
Da qui l’idea della produzione di un esito di fine anno differente, anziché uno spettacolo di teatro di strada, un video, un cortometraggio in collaborazione con l’Officina Audio Visive del Distretto del Cinema.

L’ispirazione però doveva arrivare dal secolo corso, dai grandi del cinema muto, per molti di loro un linguaggio sconosciuto.

Il primo passaggio è stato guardare insieme una ricca selezione di video d’epoca. E stata una gioia sentirli ridere di gusto nel vedere film muti di Buster Keaton o Charlie Chaplin a dimostrazione del fatto che la comicità di alto livello non necessita di effetti speciali. La proposta di cimentarsi nella realizzazione di un cortometraggio è stata accolta in modo molto positivo e da subito si sono mobilitati a cercare nei solai e cantine abiti dei nonni e delle nonne.

Il progetto ha previsto trenta incontri da 1,30h ciascuno e coinvolto circa 50 ragazzi in età compresa tra i 12 e i 16 anni.
Lo studio delle arti circensi è alla base della proposta formativa, pertanto i ragazzi studiano tessuto aereo , trampoli, monociclo e giocoleria .
Nell’arco dei trenta incontri sono stati previsti tre cicli di approfondimenti tematici della durata di cinque incontri ciascuno, “trucco e costume”, “acrobazia comica”, “clownerie”.

Durante l’approfndimento “Trucco e Costume” i ragazzi hanno sperimentato su di loro e sui compagni come truccare, acconciare e come abbinare ed elaborare gli abiti raccolti dopo aver visionato immagini relative alla moda degli anni ’20.
Il laboratorio è condotto da Beatrice Mariotti, Maestro d’arte, tecnico del costume e della scena ha lavorato per cinque anni nel reparto di sartoria del Teatro Regio di Parma e collaborato alla realizzazione di scenografie per Fondazione Teatro Due e Lenz Teatro.

Nel corso degli incontri di Acrobazie comiche i ragazzi hanno appreso i principali esercizi di preacrobatica al suolo, ( sequenze di capovolte, verticali, ruote, piramidi umane). In modo da ampliare il personale range di movimento del corpo, dapprima con movimenti slegati fino a creare sequenze fluide degli elementi, accompagnati da musica e quindi da una parte coreografica di fondo. Condotto da Gloria Povesi, ginnasta, danzatrice e istruttrice qualificata fgi e UISP di ginnastica ritmica e GPT laureanda in Scienze Motorie .

Quello di clownerie costruzione di gag comiche è stato invece un percorso di cinque incontri nel mondo della comicità: chi è il clown? Attraverso giochi, improvvisazioni , gag e baruffe scherzose i ragazzi studieranno in modo comico- ma rigorosamente serio- la loro camminata , i gesti che ci contraddistinguono e le attitudini personali per farli poi giocare con lo spazio che li circonda, con gli oggetti e con i compagni. Il naso rosso, “la maschera più piccola del mondo”, li ha aiutatia creare un universo nuovo dove magicamente la parola lascia il posto al movimento, all’ascolto ed alla fantasia.
Condotto da Martina Vissani attrice, insegnate di tessuto aereo, teatro terapia, da anni indaga sulla poetica del clown attraverso numerosi seminari in Italia e all’estero.