Eventi

Marina Massironi: «Racconto Otello tra parole e musica ma da un punto di vista inedito»

  • DATA - ORA INIZIO:26/07/2018 21:30
  • DATA - ORA FINE:26/07/2018 22:30
Marina Massironi: «Racconto Otello tra parole e musica ma da un punto di vista inedito»

di Mara Pedrabissi

Passioni, intrighi e pungenti irruzioni nell'attualità. L'Otello di Shakespeare è una tragedia, quello di Verdi è un melodramma; con Marina Massironi, accompagnata dal vivo da tre musicisti, diventa uno spettacolo tutto da scoprire. Per la precisione diventa «Ma che razza di Otello», scritto dalla giornalista e scrittrice parmigiana Lia Celi, per la regia di Massimo Navone, giovedì sera alle 21.30 a Soragna, in piazza Garibaldi, per la rassegna «Musica in Castello» (ingresso libero).

Marina Massironi, la trama di Otello è nota. Da questa rilettura cosa ci dobbiamo aspettare?
«Non comicità ma ironia. Il testo è di Lia Celi, penna dalla scrittura brillante fin dai tempi di “Cuore”, che qui attua una rilettura della genesi di Otello mettendo in campo un inedito punto di vista al femminile. Il gioco della riscrittura crea divertenti cortocircuiti con l’attualità. Ad esempio, le prime volte che Desdemona vede Otello, lo paragona a Denzel Washington. Ma anche parallelismi più seri: la macchina del fango per Jago. E' uno spettacolo leggero, faccio anche delle caratterizzazioni, però - e ci tengo - non è una parodia. In Otello si trovano temi molto importanti: non vengono derisi ma affrontati».

«Otello» rappresenta un caso ante-litteram di femminicidio. La gelosia per Shakespeare è un mostro dagli occhi verdi...
«Femminicidio, trame oscure, razzismo: c'è tanto dentro il testo di Shakespeare. In verità, il nostro spettacolo è partito dal melodramma di Verdi, per desiderio del violinista Augusto Vismara con Fabio Battistelli al clarinetto e la pianista Neruda. Hanno riarrangiato la partitura per i loro strumenti, creato delle “fantasie”. A quel punto, mi hanno coinvolta, per raccontare la storia. E mi sono messa al lavoro con Lia Celi».

L'abbiamo vista la passata stagione al Teatro di Casalmaggiore con «Rosalyn», al fianco di Alessandra Faiella. Ancora una storia al femminile, anche se noir...
«Esatto. E' la storia dell'incontro di due donne. Tutto parte dal ritrovamento del cadavere di un uomo e di una penna. Di più non posso dire per non guastare la sorpresa ai prossimi che lo vedranno E' un bel noir, testo contemporaneo di Edoardo Erba, con situazioni anche da commedia, non solo drammatiche».

E' da tempo tornata alla sua prima passione, lo spettacolo dal vivo. Come sceglie i progetti?
«Credo nel lavoro di gruppo. Ci deve essere un testo che mi piace ma non è sufficiente. Scelgo un progetto anche in base ai compagni di viaggio/ di gioco. Alla base ci sono gli incontri. Poi mi ci butto a capofitto»

A proposito di lavoro di gruppo, non possiamo non citare Aldo, Giovanni e Giacomo con cui ha raggiunto la notorietà. Con Giacomo è stata anche sposata...
«Oh, ma il matrimonio era precedente. All'epoca in cui abbiamo realizzato i film, eravamo già tornati single. Ma, siccome il gossip piace molto, se ne tornò a parlare. Così, mi capitava di sentirmi dire: Ma lei è la moglie di Aldo-Giovanni-e-Giacomo? ... Quanto al lavoro, abbiamo collaborato per una quindicina d'anni, arrivando a fare cose che non avremmo neppure sperato. E' stato molto bello».

Poi cos'è successo?
«Ero già stata fidanzata o moglie di tutti e tre in tre film diversi, o ricominciavo il giro... In realtà, avevo voglia anche di sperimentare altro, che è poi la bellezza di questo mestiere».

Il cinema non le manca?
«Il cinema non mi manca. Mi mancano le proposte interessanti. Quelle che arrivano non mi emozionano, quindi aspetto l'occasione giusta».