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L'inferno dei prigionieri italiani dopo l'8 settembre: la storia di Vittorino Bolondi

  • DATA - ORA INIZIO:03/11/2018 17:00
  • DATA - ORA FINE:03/11/2018 19:00
L'inferno dei prigionieri italiani dopo l'8 settembre: la storia di Vittorino Bolondi

Sabato 3 novembre, alle 17, a San Polo d'Enza, nella sala consiliare si terrà un incontro storico divulgativo riguardante le traversie patite dai 600mila militari italiani che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, si dichiararono indisponibili ad entrare nelle fila della Repubblica sociale di Salò e furono perciò rinchiusi nei lager di mezza Europa, subendo il medesimo trattamento degli internati politici e razziali.

E’ una storia poco conosciuta della quale fu testimone Vittorino Bolondi, deceduto da uomo libero molti anni dopo il suo rientro a San Polo dal lager di Wietzendorf. Vittorino Bolondi nacque a Montechiarugolo da genitori sampolesi (il padre, infatti, era segretario comunale nel paese del Parmense, per poi diventare podestà di San Polo d'Enza). 

L'evento è stato organizzato e profondamente voluto dal figlio di Vittorino, il professor Luigi Bolondi, professore ordinario di Clinica Medica all'Università di Bologna, in occasione del centenario della nascita del padre. 

Introdurrà il sindaco di San Polo d'Enza, Franco Palù, e l’approfondimento storico verrà trattato da Sergio Bugiardini, presidente dell’Istituto  provinciale di storia contemporanea  di Fermo e docente all’Università di Urbino.

Luigi Bolondi concluderà la serata con brevi ricordi, storie e racconti del padre.  L’evento ha il patrocinio del Comune di San Polo d'Enza.

 La storia di Vittorino Bolondi

 Nato il 18 febbraio 1918, da genitori sampolesi, Alice Pattacini e Luigi Bolondi che, dal 1938 al 1943 è stato anche podestà del comune di San Polo,  Vittorino Bolondi aveva 22 anni quando nel 1940 partì come sottonenente di artiglieria per la campagna di Russia. Tornò nel 1942 per essere poi inviato in Francia dove, dopo l’8 settembre 1943, fu fatto prigioniero dai tedeschi e internato nei lager di Leopoli (Ucraina), Bergen Belsen (lo stesso dove morì Anna Frank) e infine Wietzendorf dove vennero internati molti italiani e fra loro anche lo scrittore Giovannino Guareschi.
Vittorino Bolondi tornò a San Polo nel settembre del 1945. Ha vissuto a Bologna dove ha lavorato in grandi aziende con importanti incarichi, ma nei mesi estivi tornava nella sua adorata casa di San Polo di fianco al castello. Morì a Bologna nel 1990 ed è sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di San Polo.