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Al teatro di Bagnolo in Piano va in scena "Ultimo domicilio conosciuto"

Ingresso gratuito

  • DATA - ORA INIZIO:25/01/2019 21:00
  • DATA - ORA FINE:25/01/2019 22:30
Al teatro di Bagnolo in Piano va in scena

In occasione della Giornata della Memoria, il circolo culturale Giovanni Paolo II di Bagnolo in Piano porterà in scena per la prima volta lo spettacolo "Ultimo domicilio conosciuto", scritto, diretto e interpretato da Gianluca Paoli, con Anna Aldini, Annalisa Bonaccini, Tommaso Gallingani, Alessio Mainini e Elena Montorsi.
La pièce è liberamente tratta dall'omonima antologia "Ultimo domicilio conosciuto. Tredici storie sulle Pietre d'inciampo" a cura di Andrea Tarabbia (2018, Morellini Editore – www.morellinieditore.it), che ricostruisce con una narrazione a tratti fedeli alle fonti storiche e a tratti romanzate, le vicende di otto famiglie ebree di Reggio Emilia che nel dicembre del 1943 vennero arrestate da gendarmi nazifascisti e deportate nel campo di concentramento di Auschwitz.
Le storie prendono spunto dalle Pietre d'inciampo che nel 2015 l'artista tedesco Gunter Demnig pose in tutta Europa in corrispondenza dei portoni delle abitazioni da cui vennero prelevate. Le Pietre d'inciampo, piccole targhe di ottone grandi più o meno come un sampietrino, sono dei piccoli monumenti sui quali sono incisi il nome e il cognome, la data di nascita, il luogo e la data di morte di chi, tanti anni fa, venne deportato in un campo di concentramento e non ha fatto ritorno.
Come accadde a coloro alla cui memoria è dedicato lo spettacolo, le sorelle Ada, Bice e Olga Corinaldi, arrestate nella loro villa di viale Montegrappa e rinchiuse per oltre un mese, prima di essere trasferite al campo di Fossoli (MO) e, da qui, deportate ad Auschwitz, dove trovarono la morte nelle camere a gas il giorno stesso del loro arrivo, il 26 febbraio 1944.
Le sorelle Ilma e Iole Rietti che, assieme alla madre Beatrice Ravà, affittavano camere in via Monzermone e, dopo essere state arrestate, finirono sullo stesso treno.
Benedetto e Lina Melli, che a Reggio Emilia gestivano un raffinato negozio di confezioni al civico 22 di via Emilia San Pietro, fermati al confine con la Svizzera e incarcerati a Varese, per poi essere condotti a Fossoli e prendere lo stesso treno delle sorelle Corinaldi e delle Rietti. Il figlio Giorgio, salvatosi nel 1943 perché già rifugiato in Svizzera, diventerà una vittima "collaterale" della Shoah trentatré anni più tardi, letteralmente impazzito dal dolore per la perdita dei genitori.
Come recita il Talmud, "una persona viene dimenticata quando viene dimenticato il suo nome", per questo lo spettacolo, come le Pietre d'inciampo e i racconti che lo hanno generato, intende far riemergere dal buco nero della Storia coloro che vi erano stati gettati dalla follia nazista, restituendogli un nome, un cognome, una vita, in una sola parola la loro dignità di essere umani.
Lo spettacolo, che è patrocinato dall'Unione Terra di Mezzo e dall'Amministrazione comunale di Bagnolo in Piano, andrà in scena venerdì 25 gennaio alle 21 al Teatro Gonzaga - Ligabue di Bagnolo in Piano, in piazza Garibaldi, e sarà ad ingresso gratuito.
Per informazioni: 348.9385706 - Email: circoloculturale@upbagnolo.it