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Il mistero del sonno e dei sogni: incontro con Plazzi e Rizzolatti

  • DATA - ORA INIZIO:14/01/2020 18:00
  • DATA - ORA FINE:14/01/2020 20:00
Il mistero del sonno e dei sogni:  incontro con Plazzi e Rizzolatti

Ogni sera, quando ci addormentiamo, l’attività elettrica del nostro cervello si trasforma. L’attività rapida dei nostri neuroni, tipica della veglia, si fa via via sempre più lenta, e il cervello sprofonda gradualmente in quello che viene denominato sonno profondo. A un certo punto - circa un’ora e mezza dopo l’addormentamento - avviene un fatto strano. Il nostro cervello sembra risvegliarsi, anche se, visti dal di fuori, stiamo continuando a dormire: siamo entrati nel sonno Rem, in cui il cervello inizia a sognare, e contemporaneamente paralizza i muscoli del nostro corpo, inchiodandoci al letto. Una volta attraversato il sonno Rem, torniamo ad uno stadio di sonno profondo, senza sogni, e così via in alternanza durante tutta la notte.
Il passaggio tra le varie fasi del sonno è automatico e spontaneo, ma quando questo processo si inceppa sogno e veglia si confondono, con conseguenze tanto drammatiche quanto affascinanti. Ce ne parla Giuseppe Plazzi, neurologo di fama internazionale e direttore del Centro per i Disturbi del sonno di Bologna, nel suo libro di racconti clinici dal titolo “I tre fratelli che non dormivano mai” (Il Saggiatore, 2019),  che presenterà martedì prossimo (14 gennaio) alla libreria Feltrinelli di via Farini 17, presentato da Giacomo Rizzolatti.
Raccogliendo dalla sua lunga esperienza clinica, Plazzi ci affascinerà raccontandoci di omicidi compiuti durante il sogno, di frati che scambiano disturbi del sonno con insidie demoniache, di bambini sonnambuli in giardino di notte che danzano sotto la pioggia, di licenziosi rapporti sessuali consumati inconsciamente nel sonno, di un raro disturbo genetico in cui l’impossibilità di addormentarsi conduce alla morte, e di altro ancora. Alcuni di questi disturbi escono dall’ambito clinico, e diventano arte.
La cataplessia, ad esempio, è uno dei sintomi della narcolessia, ed è caratterizzata da un’improvvisa sonnolenza e dalla repentina perdita del tono muscolare, innescata durante la veglia da un’emozione positiva, da una risata o dall’eccitazione sessuale.
 In un articolo che ha avuto risonanza internazionale, lo stesso Plazzi ha notato che molti espedienti narrativi utilizzati da Dante Alighieri nelle sue opere (cadere “come corpo morto cade” in seguito ad un’emozione, immaginare di volare, vedere il proprio corpo dall’alto, i sogni lucidi) sono perfette descrizioni dei principali sintomi della cataplessia, di cui, suggerisce Plazzi, è possibile Dante stesso fosse affetto.

Alle paralisi del sonno, invece, si devono alcuni fra i più terrificanti mostri. Qui il confine tra veglia e sonno Rem viene violato: si sogna ma si è svegli, mentre il corpo rimane paralizzato. Emergono agghiaccianti illusioni ipnagogiche - più reali degli incubi, poiché il cervello è sveglio - che riempiono la stanza di oscure presenze, mostri, demoni e fantasmi, la cui descrizione è sempre identica attraverso secoli e culture. Creature dell’inconscio che stanno dietro inquietanti opere d’arte (come l’incubo di Johann Heinrich Füssli) e film del terrore (il Freddy Kruger di Nightmare nasce esattamente in questo contesto).

Tra i tanti enigmi irrisolti della mente, il sonno ha senz’altro un posto d’onore. Passiamo un terzo della nostra vita dormendo, sprofondando ogni notte in uno stato misterioso, che ha ispirato artisti di ogni sorta, ma la cui funzione ad oggi è ancora tutt’altro che chiara. Da martedì 14, grazie all’aiuto di Giuseppe Plazzi, potremmo saperne un poco di più. Un’occasione davvero da non perdere.