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Barocco in San Rocco Gini: «Un vincente metodo didattico»

Si conclude nel nome di Johann Sebastian Bach la seconda edizione di “Barocco in San Rocco”, rassegna organizzata dal Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “Arrigo Boito”. Domani alle 21, nella chiesa di San Rocco, a ingresso libero, l’ultimo appuntamento prevede l’esecuzione dei Concerti per due e tre clavicembali di Bach, interpretati su strumenti storici dai clavicembalisti Francesco Baroni, Takehiro Ohgishi e Alessandro Trapasso e dal Gruppo Strumentale del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Parma. Il concerto è l’occasione per fare il punto sul percorso intrapreso nell’Anno Accademico 2015-16: a partire dal 15 novembre 2015, “Barocco in San Rocco” ha infatti portato nella chiesa di via dell’Università undici appuntamenti di cui sono stati protagonisti allievi e docenti del Conservatorio. A questi si sono aggiunti altri tre concerti realizzati in collaborazione con la classe di violino barocco di Luca Giardini e con il Laboratorio di Tastiere Storiche coordinato da Andrea Padova.
«Questo ciclo di concerti ha portato allievi e insegnanti a lavorare assieme, a essere musicisti alla pari: un metodo didattico che si è rivelato vincente», osserva Roberto Gini, coordinatore del Dipartimento di Musica Antica. «Dal punto di vista artistico, nel corso della rassegna sono state interpretate musiche che vanno da Jacques Arcadelt a Fryderyk Chopin, coprendo un arco temporale di circa 350 anni. - aggiunge Gini - Normalmente del repertorio musicale di questo periodo vengono portati in concerto sempre gli stessi autori, mentre abbiamo potuto constatare che il pubblico non solo sa apprezzare musiche meno note, ma è curioso e riconosce le composizioni davvero significative, anche se non comuni. Uno dei concerti che ha ricevuto più applausi, ad esempio, è quello in cui è stata interpretata musica inglese di epoca elisabettiana. Il nostro scopo è quello di suonare con onestà, di dare agli allievi del Conservatorio l’opportunità di formarsi suonando al fianco dei loro insegnanti e di proporre al pubblico belle musiche eseguite sugli strumenti per i quali sono state concepite. Il bilancio è davvero positivo, vedendo il pubblico che affolla sempre più i nostri concerti».

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