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'L'urlo', il corto che visse due volte: Barilli e Magri al cinema Astra

  • DATA - ORA INIZIO:10/09/2019 21:15
  • DATA - ORA FINE:09/09/2019 23:30
'L'urlo', il corto che visse due volte:  Barilli  e Magri al cinema Astra

di Gianluigi Negri

Cinquantatrè anni fa ne era il protagonista. Oggi ne è il regista. Girare un corto, in Italia, è quasi un’impresa. Farne un remake, praticamente, un «unicum». Chi si avventura su questa strada è il regista parmigiano Francesco Barilli, supportato da un team di giovani produttori (Avila Entertainment di Antonio Amoretti, Pietro Corradi e Luca Magri), che già nel 2016 avevano realizzato «Il vincente», debutto registico dell’attore Luca Magri. Proprio Magri è, ora, il protagonista de «L’urlo», nuovo lavoro di Barilli che verrà presentato in anteprima nazionale martedì sera all’Astra, a ingresso libero, alle 21.15. La proiezione sarà introdotta dall’intero cast, presentato dal critico cinematografico della «Gazzetta» Filiberto Molossi. E sarà proiettato anche il corto originale del 1966. 
La storia si svolge in un futuro distopico in cui sono vietate le emozioni, mentre il protagonista legge libri, ascolta la musica e s’innamora. «Il film del ‘66 - ricorda Barilli - era prodotto e fotografato da Vittorio Storaro e diretto da Camillo Bazzoni. In tre, per realizzarlo, abbiamo fatto il lavoro che per un film avrebbero fatto in venti. Io, senza essere accreditato, ero anche scenografo e aiuto regista. E’ stata una palestra fondamentale per poter fare questo mestiere, fondamentale quanto “Prima della rivoluzione”, dove, su quel set, ho conosciuto Camillo e Vittorio». 
Un cortometraggio di fantascienza, che fu notato da più di un critico: «Fu presentato al Festival di Cannes con grande sorpresa di tutti. Rivedendolo, ho sempre accarezzato l’idea di rifarlo, ma in veste di regista e con l’aiuto delle attrezzature che la tecnologia di oggi ci mette a disposizione. L’ho girato nella mia città, cercando di fotografare una Parma futuristica e sconosciuta. Nell’originale si raccontava di quello che sarebbe stato il futuro, con il nuovo si racconta più o meno il mondo attuale». Prodotto con il contributo di Emilia-Romagna Film Commission e Mibac, «L’urlo» vede impegnato in un piccolo ruolo anche il maestro di boxe Adriano Guareschi. Il montaggio è di Nicola Tasso. Il protagonista Magri ha lavorato anche sulla preparazione fisica: «Corro molto, nel film, e mi sono dovuto allenare almeno un mese, oltre ad essermi tagliato i capelli corti». Abituato ai lungometraggi, ha accettato la «sfida» anche in termini produttivi: «All’inizio ero scettico, per le difficoltà distributive che incontrano i corti. Poi, vedendo l’originale e girando il nuovo, ho capito che ci sono altre strade. Ora lavoreremo per dargli la massima visibilità».
«L’urlo» sarà proiettato anche domenica 29 settembre al Festival Mangiacinema di Salsomaggiore, alle Terme Berzieri, alla presenza di Magri e Barilli. Barilli, che lo scorso anno ha ritirato il Premio Mangiacinema- Creatore di Sogni, presenterà anche «Prima della rivoluzione» di Bernardo Bertolucci, di cui fu protagonista 55 anni fa.