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Imponente e pericoloso (con un gambizzato) traffico di droga nel Parmense: 8 misure cautelari

Tre arresti dei carabinieri di Fidenza, tre divieti di dimora nella nostra provincia e due obblighi di dimora

26 Maggio 2022,14:46

Nelle prime ore di oggi, nelle province di Parma, Arezzo, Grosseto e Roma, i carabinieri di Fidenza e dei comandi provinciali interessati, hanno eseguito l'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti di 8 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, -di detenzione illecita e vendita di sostanze stupefacenti, riciclaggio e lesioni personali. Con il provvedimento, emesso dal gip del tribunale di Parma su richiesta della Procura della Repubblica, è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, oltre al divieto di dimora nella provincia di Parma a carico di altrettanti cittadini albanesi, e l’obbligo di dimora in provincia di Arezzo e Grosseto a carico di un cittadino italiano e di un altro albanese.

Si tratta di coloro che sono sospettati di essere i principali protagonisti di uno strutturato traffico di sostanze stupefacenti esteso in tutta la Provincia di Parma e limitrofe. Gli indagati, all’epoca dei fatti contestati, risiedevano e operavano principalmente tra Fidenza e Salsomaggiore. Nel corso dell’indagine, avviata nel 2018, i Carabinieri di Fidenza avevano arrestato in flagranza di reato tre persone per detenzione di cocaina ai fini di spaccio, denunciandone diverse altre a piede libero e sequestrando un considerevole quantitativo di cocaina. Avevano infine identificato e segnalato alle competenti Prefetture un totale di 500 assuntori di stupefacenti.

I Carabinieri di Fidenza hanno raccolto prove che dimostrerebbero la presunta responsabilità degli indagati di circa 7.000 cessioni di stupefacenti con un volume d’affari complessivo stimato attorno al milione di euro l’anno. Il gip, alla luce dei riscontri investigativi, ha così emesso un provvedimento di sequestro preventivo della somma di 400mila euro, in contanti o per beni equivalenti, rinvenuti nella disponibilità degli indagati, anche per interposta persona. Secondo l’ipotesi di accusa, gli ingenti introiti derivanti dal traffico dello stupefacente sarebbero stati riciclati prevalentemente in Albania con investimenti nel settore immobiliare. Una rilevanza dimostrata testimoniata anche dal fatto che uno dei tre arrestati è il giovane albanese che, pochi giorni fa, è stato colpito, in pieno centro a Salsomaggiore, da 3 colpi di pistola alle gambe.

© Riproduzione riservata

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