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Linda, bella tra le belle: "Alle donne manca solidarietà tra loro"

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Marzo è il mese dedicato alle donne e Parmagiornoenotte non poteva dimenticarsi di una come lei. Di lei che da tutti è ricordata come una delle più belle ragazze di Parma. Se non la più bella, in questa città che dai tempi di Maria Luigia vanta le donne più affascinanti del Paese. Ma Linda Cerra, due volte Miss Parma nel 1993 e nel 1995 e due volte in finale a Salsomaggiore, rispetto alle altre e fin da giovanissima ha sempre avuto una marcia in più e cioè quella di una bellezza interiore che a molte manca. E che non svanisce con l'età.
Ex studentessa del liceo Ulivi, Linda si è laureata in Filosofia con una tesi su «Pettegolezzo e divismo»: in barba a tutti i maschilisti, una bella con la testa sulle spalle, che ha sempre amato la lettura e che ha sempre dato la priorità allo studio e non alla tivù, nonostante i successi da reginetta delle passerelle. Non a caso ha sempre confessato che nei suoi giri di shopping per la città, oltre a scarpe e abiti, non manca mai di entrare in qualche buona libreria. Insomma, una ex modella diversa dalle solite «veline», che rimangono in copertina finché rimangono zitte. Poi, spariscono dai riflettori. Ma Linda per i parmigiani rimane la bella tra le belle.
Cosa significa per Linda l'8 marzo?
«E' la giornata internazionale dedicata al riconoscimento della parità dei diritti della donna - risponde - e la mimosa ne è il simbolo. Ancora oggi purtroppo in alcuni stati del mondo questi diritti vengono calpestati».
Che cosa manca alle donne di oggi?
«Forse un po' di solidarietà tra di loro».
Che cosa ricorda di quelle sfilate di Miss Italia anni Novanta?
«Ringrazio tutti coloro che pensano che io sia una delle più belle donne di Parma, anche se - sottolinea - non mi sono mai trovata bella. Infatti, partecipai a Miss Parma perché un'organizzatrice insistette rassicurandomi che sarebbe stato un semplice gioco. Nonostante la timidezza vinsi. Dopo l'emozione della vittoria, la musica mi diede la carica: non me lo aspettavo proprio, ma da lì in avanti cercai di non vergognarmi più. Salsomaggiore fu molto faticoso, diverso da quanto mi aspettavo, molto più legato alle esigenze della tivù che non alla realtà. Comunque fu interessante. E colgo l'occasione per ricordare con affetto anche Nicola Sartori, il fotografo collaboratore della Gazzetta di Parma scomparso alcuni mesi fa. Era un bravo fotografo, timido e rispettoso. Mi ricordo di un aneddoto: ero a Salsomaggiore all'Hotel Centrale e lui mi chiese di uscire per fare una foto. Uscimmo e lui appoggiò la borsa con gli obbiettivi sul tetto di un'auto. In quel momento uscì il proprietario della macchina che inveì contro Nicola, il quale si ritrasse spaventato. Non so con quale coraggio presi le sue difese».
Le è dispiaciuto quando ha saputo che Miss Italia aveva abbandonato Salsomaggiore?
«Sì. Quando ho saputo che Miss Italia avrebbe cambiato location mi è dispiaciuto, dopo tanti anni ormai era un evento consueto ed aspettato, che dava lustro anche alla nostra città».
Cosa consiglierebbe alle ventenni di oggi che vorrebbero fare un concorso di bellezza?
«Io ero molto più giovane dei vent'anni, e anche ad oggi consiglierei la partecipazione a chi lo desidera. Il concorso di bellezza è un'opportunità per chi vuole intraprendere alcune professioni artistiche».
Se potesse tornare indietro rifarebbe Miss Italia?
«Se la domanda è "se potessi tornare indietro" la risposta è: non lo so! Per saperlo vorrei sapere in anticipo l'alternativa».
Che cosa ha fatto dopo Miss Parma?
«Dopo Miss Parma mi chiesero di iniziare a lavorare in un programma sportivo su una Tv locale, nel frattempo continuai a studiare all'università. Negli anni seguenti mi chiesero di partecipare a dei casting e fu così che iniziai a viaggiare per fare foto, sfilate ed eventi in diversi continenti. Nel frattempo ho lavorato anche per Rai Sat International».
Come vede le parmigiane di oggi: sono ancora belle ed eleganti come un tempo?
«Vedo diverse ragazze molto belle, l'eleganza è opinabile».
Come vede la città oggi?
«La città con l'aumento della popolazione si sta allargando. Le cose belle per me sono il verde e la pulizia. Le cose brutte sono la costruzione dell'inceneritore e l'aumento della delinquenza».
E' stato un problema per lei nascere e crescere in una provincia?
«No, per me è stato positivo, sicuramente una città di provincia è migliore rispetto alla metropoli, con più traffico ed inquinamento».
Quali sono i suoi ricordi di bambina?
«I ricordi che ho sono la voglia di giocare con mia sorella ed altri amici. L'amore e la curiosità verso tutti gli animali (portavo in casa ricci, gattini, cani sperduti, rane ed anche una talpa). Quando potevo mi piacevano i giochi di movimento».
Chi sono i suoi genitori?
«Mia mamma si chiama Elisabetta ed ha sempre curato la famiglia. Mio padre si chiama Fernando ed ha lavorato come agente di commercio».
Qual è l'insegnamento più prezioso che le hanno lasciato?
«Tanti insegnamenti, tutti importanti. Per esempio, l'onestà ed il rispetto».
La bellezza è davvero una carta vincente nella vita? O è un problema?
«La bellezza può essere un aiuto per chi lavora nella moda o nello spettacolo, ma non una carta vincente perché poi servono altre qualità».
Crede più nell'amicizia o nell'amore?
«Sono entrambe cose importanti. E credo in egual modo in tutte e due. Spesso però vengono tradite».
C'è un modello di donna che lei hai preso come riferimento?
«No».
Tre aggettivi per descrivere la Parma di quando è stata reginetta?
«Tranquilla, pulita, produttiva».
Tre aggettivi per descrivere la Parma di oggi?
«Inquinata, insicura, degradata».
Chi sono le persone che nel tempo le sono state più vicine e che oggi deve ringraziare?
«La mia famiglia. Devo anche ringraziare un amico: Paolo M. persona profonda che mi ha fatto capire tante cose».
Lei è stata una donna «invidiata»?
«Sì, soprattutto dalle donne ho ricevuto delusioni».
Il regalo che le piacerebbe ricevere e da chi?
«Vorrei una sorpresa inaspettata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Indiana

    09 Marzo @ 20.43

    Indiana

    Grandissima Linda!!!

    Rispondi

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