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E' rimasta la bandiera arcobaleno che campeggia sopra il portone, ma all'interno è tornata una chiesa "come tante", Santa Cristina, che domenica ha accolto il nuovo parroco don Corrado Mazza. E' lui che succede al "pretaccio" don Luciano Scaccaglia, dimessosi per motivi di salute.

Ma quell'interno "spoglio", spoglio di ciò che don Luciano aveva voluto entrasse nella quotidianità dei fedeli, non va giù ad alcuni parrocchiani, che hanno affidato al web le loro riflessioni e la loro protesta (e ovviamente occorrerà aspettare le repliche per capire cosa è realmente accaduto).

"Che effetto vedere l'altare senza più le immagini dei martiri sudamericani, senza la grande tovaglia con il Cristo e con Romero; che tristezza non aver più davanti i mappamondi insanguinati e il minareto della moschea in miniatura - scrive Marco, parlando della "ratifica della fine di un periodo difficilmente ripetibile". 

"Vorrei che qualcunospiegasse alle mie figlie perché dalla loro Chiesa S. Cristina sono sparite le bandiere della pace, i mappamondo, le catene di recita del Padre Nostro, che è padre e madre, la gioia di sentirsi comunità! E che ci dicesse perché tutto quello che il nostro pretaccio Luciano, con amore e intelligenza ha costruito in 30 anni non c'è più", aggiunge Mariantonietta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Lucia

    25 Febbraio @ 08.39

    "...è rimasta la bandiera arcobaleno...", no, non solo, dentro c'è un tabernacolo, il tabernacolo dove don Luciano ogni giorno attingeva la gioia per vivere la sua fede e di esercitare il suo ministero. Sicuramente i nostri occhi non possono più "leggere" i messaggi dei tanti simboli che esortavano a percepire, sentire e poi agire in favore dei più deboli, ma possono andare oltre, focolaizzare lo sguardo sulla povertà evangelica: «Cristo, da ricco che era, si fece povero per voi, per arricchirvi mediante la sua povertà» (2 Corinti 8,9).

    Rispondi

  • Massimiliano

    23 Febbraio @ 16.27

    @gigiprimo, bravissimo!!!! Abbiamo espresso lo stesso pensiero. Meno male che non sono l'unico....

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  • Massimiliano

    23 Febbraio @ 14.51

    Sempre dispiacendomi per la malattia che ha portato Don Luciano Scaccaglia a rassegnare le dimissioni, sono invece felice di non vedere più quei cartelloni di cartone scritti a mano sul marciapiedi, felice che la chiesa è ritornata ad essere luogo di culto e non di politica catto comunista, felice che siano scomparse immagini profane, vicine a quelle dei santi, che siano sparite quelle tovaglie arcobaleno ( non chiamatele bandiere, per carità) simbolo ormai usato per l'indottrinamento di sinistra, per le coppie omosessuali, per tutto quello che piace più alla sinistra. Non mi sento di definire Don Luciano un pretaccio, neppure ironicamente, non lo conoscevo ( non mi è mai interessato un gran che, le sue gesta parlavano per lui, la più eclatante di qualche anno fa, quella di accogliere nella casa di Dio clandestini mussulmani.... ), rispetto le sue idee che non ho mai condiviso. Sarò ancora più felice quando l'ultimo canovaccio multicolore sparirà dalla facciata di una chiesa.

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    • Filippo

      23 Febbraio @ 21.28

      Recentemente, ad una commemorazione di defunti, mi sono messo a contare quanti giovani ci fossero in chiesa: probabilmente un decimo della novantina di presenti era sotto i 60 anni. La chiesa come la intende lei è (fortunatamente, per un ateo come me) in via d'estinzione: l'unica via di recupero di credibilità per l'istituzione è un ritorno alle origini, che sono quelle di don Luciano e di Papa Francesco, non quelle ingessate da vuoti formalismi.

      Rispondi

    • Filippo

      23 Febbraio @ 19.30

      Recentemente, ad una commemorazione di defunti, mi sono messo a contare quanti giovani ci fossero in chiesa: probabilmente un decimo della novantina di presenti era sotto i 60 anni. La chiesa come la intende lei è (fortunatamente, per un ateo come me) in via d'estinzione: l'unica via di recupero di credibilità per l'istituzione è un ritorno alle origini, che sono quelle di don Luciano e di Papa Francesco, non quelle ingessate da vuoti formalismi.

      Rispondi

    • Filippo

      23 Febbraio @ 18.39

      Recentemente, ad una commemorazione di defunti, mi sono messo a contare quanti giovani ci fossero in chiesa: probabilmente un decimo della novantina di presenti era sotto i 60 anni. La chiesa come la intende lei è (fortunatamente, per un ateo come me) in via d'estinzione: l'unica via di recupero di credibilità per l'istituzione è un ritorno alle origini, che sono quelle di don Luciano e di Papa Francesco, non quelle ingessate da vuoti formalismi.

      Rispondi

    • Franca

      23 Febbraio @ 18.00

      sono d'accordo con te ,Massimiliano.Io che non ero mai entrata, ora entrerò in un luogo ritornato di culto.

      Rispondi

    • Alberto

      23 Febbraio @ 17.21

      Trovo oltremodo deprecabile il suo commento. Sono sicurissimo che lei non è un BUON CRISTIANO. La casa di dio non è il luogo ideale per i santi , ma , come disse Gesù nel vangelo, per i peccatori. La compiango , anzi , compiango la sua ristrettezza di cuore e la sua pochezza d'anima.

      Rispondi

  • gigiprimo

    23 Febbraio @ 14.45

    vignolipierluigi@alice.it

    Povero Cristo, è rimasto 'solo', abbarbicato da 2000 anni a quella Croce! Ma chi glieLo ha fatto fare? e adesso gli tolgono i colori dell'arcobaleno e i vari proclami, chissà se qualcuno continuerà ad entrare, quando sarà aperta, per una preghiera.

    Rispondi

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