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Chernobyl, 30 anni fa. Indimenticabile

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Chi - come me - era bambino in quei giorni ricorda forse lo spettro grande della nube tossica in arrivo, lentamente, a inghiottire il nostro cielo e i nostri campi, i tg con le immagini di cespi di insalata giganti, il disagio delle mamme nel fare la spesa, l'allarme anche parmigiano. Come dimostrano, via via sempre più dettagliate e allarmate, le pagine della Gazzetta di Parma di quell'incancellabile 1986.

E' arrivata lenta, la notizia dello scoppio nella centrale nucleare di Chernobyl, il 26 aprile di trent'anni fa. All'inizio tenuta nascosta, poi minimizzata, poi - finalmente, purtroppo - incontenibile. 

Lo scoppio al reattore numero 4, il più grave incidente in una centrale nucleare, ebbe effetti 100 volte peggiori rispetto alle bombe di Nagasaki e Hiroshima. Trentuno uomini al lavoro morti subito, i soccorsi improvvisati e il decesso di migliaia di persone, molte delle quali andate a cercare di spegnere l'incendio senza protezioni adeguate, a volte addirittura senza protezioni.  Tutti gli abitanti nel raggio di 30 chilometri furono costretti ad abbandonare la zona e il tetto scoperchiato della centrale provocò l'immissione nell'atmosfera di grandi quantità di vapore contenente particelle radioattive che presero il volo verso l'Europa Occidentale e il Mediterraneo, adagiandosi poi a terra. 

Ci fossero stati i social network, il disastro sarebbe subito arrivato in tutta la sua portata: una tragedia immane, che avrebbe avuto conseguenze drammatiche per decenni. Ancora oggi. E lo sa bene chi, come l'associazione parmigiana Help for Children, ogni estate e ogni Natale porta in città e provincia decine di bambini che vivono nelle zone denuclearizzate. Uno degli scopi principali, infatti, quello legato alla salute: controlli sanitari specifici e la possibilità di  - letteralmente - "cambiare aria". 

E allora ecco che 30 anni dopo Parma, con la regia di Help for Children, è in prima fila per ricordare. Oggi alle 15.30 ai chiostri di S.Giovanni sarà inaugurata la mostra di foto inedite di  Siarhei Khaladzilin, fotografo di Belta, l'agenzia nazionale di stampa bielorussa, e le immagini rappresentano un percorso storico di questi ultimi tre decenni nei territori inquinati radioattivamente, e le scene di una vita mutata nel corso degli anni. La mostra sarà a Parma fino al 29 aprile, poi si trasferirà dal 30 al 9 maggio a Borgotaro, al Museo delle Mura, e infine a Noceto nelle sale del piano Nobile della Rocca, dal 12 al 19 maggio.
Contemporaneamente ci sono in calendario alcuni spettacoli teatrali della compagnia teatrale bielorussa Akme theater, di Minsk.
La compagnia proporrà uno spettacolo per le scuole ("Il gabbiano Jonathan Livingstone") la mattina del 29 aprile a Borgotaro.
La sera del 29 aprile presenterà invece al Moruzzi di Noceto lo spettacolo "Chernobyl", in replica la sera del 30 a Borgotaro al teatro Farnese.
E dal 2 al 7 maggio, in occasione della annuale missione umanitaria di Help for Children, anche il sindaco Federico Pizzarotti sarà in Bielorussia in visita ufficiale.

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  • Medioman

    22 Aprile @ 18.43

    Nell'ex Unione Sovietica, il concetto di "sicurezza" era molto relativo. Nessuno sa quanti astronauti siano "morti in addestramento" prima di quello ufficiale (Yuri Gagarin), il primo ad arrivare vivo a fine missione. In Italia, c'era chi intercettava le comunicazioni radio tra le navicelle e la base. Fior di scienziati "emigrarono" negli Stati Uniti, pur condividendo l'ideale comunista, per i "disservizi" riscontrati nei centri di ricerca sovietici.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      22 Aprile @ 19.31

      Sarà , però diversi astronauti italiani che , finora , hanno raggiunto la Stazione Spaziale in orbita intorno alla Terra , sono stati lanciati da Baikonur (compresa Samantha Cristoforetti ) .

      Rispondi

      • Medioman

        22 Aprile @ 23.28

        L'ex Unione Sovietica, come il muro di Berlino, è crollata diversi anni fa'; esisteva già allora, anche grazie agli scienziati "emigrati", una collaborazione internazionale. Comunque, sui "disservizi" dei centri ricerca il buon Crozza potrebbe impostare un ciclo di spettacoli. Mi risulta che uno dei "transfughi" abbia collaborato per diversi anni anche con l'Università di Parma, dopo la parentesi statunitense.

        Rispondi

        • Vercingetorige

          23 Aprile @ 11.35

          Lei si rende conto che non sta dicendo niente , vero ? La sua compulsione a gettar fango a tutti i costi sull' Unione Sovietica per pregiudizio politico , fa ridere come Crozza ! Nella corsa allo spazio ci sono stati incidenti gravi con vittime ? Si , ci sono stati , e li hanno avuti anche gli Americani . I sovietici hanno cercato di tener nascosti i loro ? Può darsi. Sta di fatto che il primo satellite in orbita ce l' hanno messo i Russi , e che il primo uomo nello Spazio ( di cui si abbia notizia) ce l' hanno mandato loro . Ci sono stati transfughi dall' Unione Sovietica verso l' Occidente ? Certo che ci sono stati . E' emigrata negli Stati Uniti perfino la figlia di Stalin ! E i transfughi ci sono stati non solo dall' Unione Sovietica , ma anche dalla Germania nazista. La tecnologia missilistica negli Stati Uniti l' ha portata Werner von Braun , che faceva le "V2" per Hitler !

          Rispondi

        • Medioman

          23 Aprile @ 12.50

          Ok, touché. Gli "incidenti" possono capitare, però i test nucleari nel poligono di Tockoe, che causarono migliaia di morti (pare che ci fossero anche prigionieri italiani) allo scopo di verificare gli effetti delle radiazioni alle diverse distanze, non furono °incidenti". E pare che anche il disastro di Chernobyl sia stato causato da un "test".

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        • Vercingetorige

          23 Aprile @ 16.08

          Il disastroso esperimento nucleare di Totskoye avvenne nel 1954 , mentre si metteva a punto la bomba atomica sovietica , nove anni dopo che gli Stati Uniti l' avevano sganciata sulle popolazioni civili di Hiroshima e Nagasaki . La più gran parte dei prigionieri italiani in Russia , nel 1954 , erano già tornati a casa ( quelli sopravvissuti , naturalmente ) . Le cavie e vittime di Totskoye furono in prevalenza militari sovietici , in particolare della 270° Divisioni Fucilieri , che morirono a migliaia a causa delle radiazioni cui furono esposti. L' incidente di Chernobyl avvenne in effetti durante un "test" , nel corso del quale pare siano stati commessi errori , ovviamente non volontari.

          Rispondi

  • Vercingetorige

    22 Aprile @ 12.39

    I REATTORI DELLE CENTRALI ELETTRONUCLEARI NON "ESPLODONO" COME LE BOMBE DI HIROSHIMA E NAGASAKI ! Non possono , perché non hanno la "massa critica" e l' innesco necessari . A CHERNOBYL CI FU UN' ESPLOSIONE NEL CIRCUITO DELL' ACQUA DI RAFFREDDAMENTO DEL NOCCIOLO , CHE SI SURRISCALDO' , SEMBRA ANCHE A CAUSA DI ALCUNE MANOVRE ERRATE , SEGUITA DA UN INCENDIO , I CUI FUMI SPARSERO MATERIALE RADIOATTIVO TUTT' INTORNO, CON CONSEGUENZE CERTAMENTE CATASTROFICHE , MA NON SCOPPIARONO "BOMBE ATOMICHE" . Ancora oggi , in quella regione , ci sono un' alta morbilità ed un' alta mortalità , legate alle radiazioni . Ciò fu possibile pure perché la centrale era di vecchio modello , ed i reattori non erano protetti dai bunker in cui sono racchiusi nelle centrali più moderne , proprio per evitare fughe di materiale radioattivo in caso di incidente. Un evento analogo a quello di Chernobyl si verificò nella centrale elettronucleare americana di Three Mile Island , dotata di "bunker" , senza nessuna conseguenza . Il territorio contaminato dall' incidente di Chernobyl fu vasto , ma nessun danno all' incolumità delle persone fu documentato al di fuori dell' Ucraina. Nonostante , all' epoca , non fossero diffusi Internet ed i "social networks" , il clamore mediatico di giornali e televisioni fu sufficiente a diffondere una generale psicosi , largamente ingiustificata. I tremila quintali di verdura al Mercato Ortofrutticolo di Parma furono distrutti per niente. Io , che , in quei giorni , purtroppo , non ero bambino , esaminai personalmente alcune casse di frutta e verdura con un contatore Geiger , che non rivelava nessuna radioattività anomala. In Val Padana grossi quantitativi di latte , di una marca famosa , vennero sequestrati e dichiarati inutilizzabili , non si sa bene sulla base di quali dati , ma la cosa più originale fu che lo Stato pagò altre Industrie lattiero-casearie , pure famose , per farsi carico di tutto quel latte al fine di distruggerlo , e io non dubito che l' abbiano distrutto.

    Rispondi

    • Elena

      22 Aprile @ 14.38

      In realtà si pensa (ma non è provato) che proprio l'incidente di Chernobyl e successiva fuga di materiale radioattivo siano la causa, anche da noi, dell'incremento di cancro alla tiroide, che negli ultimi vent'anni ha visto una crescita esponenziale soprattutto nelle donne.

      Rispondi

      • silviococconi

        22 Aprile @ 15.45

        Diglielo anche tu a "Vercingetorige" !

        Rispondi

        • Vercingetorige

          22 Aprile @ 17.25

          ALL' UNO E ALL' ALTRA : OGNUNO E' LIBERO DI "PENSARE" QUEL CHE VUOLE , anche che le torri gemelle le ha minate la CIA , ma i fatti scientificamente accertati sono un' altra cosa, e , giustamente , "Elena" dice che , di quel che lei pensa , ed è liberissima di pensare , non c' è nessuna attendibile prova. Quello di cui sono personalmente sicuro è che , sulla frutta e la verdura che ho esaminato io , il "Geiger" batteva solo il "fondo" .

          Rispondi

        • Elena

          26 Aprile @ 15.11

          Due precisazioni: 1 - può serenamente togliere le virgolette dal mio nome, perché non mi nascondo dietro alcun alias. 2 - Non è una cosa che penso io, che non ho alcun titolo per dissertare ed esprimere opinioni riguardo ad argomenti medico-scientifici. E' una teoria (da dimostrare) su cui si stanno facendo, appunto, ricerche scientifiche. Fossi stata un'amante di complotti vari, come cerca di farmi passare, non avrei sottolineato che è una teoria, ma avrei cercato di venderla come una verità assoluta. Se l'ho menzionata, è perché è quello che mi è stato spiegato da un paio di medici (loro sì, autorevoli). Ed ora una domanda: in che modo le analisi a campione che lei ha effettuato trent'anni fa a titolo personale sono applicabili a livello generale? E' un tecnico che lavora/lavorava in questo campo? Può affermare con certezza che siccome sui carciofi analizzati da lei al mercato di Parma non c'erano evidenze dal suo contatore geiger, allora in tutta Europa possiamo stare sereni?

          Rispondi

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